Modellismo: la Amerigo Vespucci in mostra a Lissone

La “Amerigo Vespucci” sta per approdare nella Biblioteca di Lissone. Un modello in legno, in perfetta scala 1:100, interamente realizzato a mano e così preciso da riprodurre nei...

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La “Amerigo Vespucci” sta per approdare nella Biblioteca di Lissone. Un modello in legno, in perfetta scala 1:100, interamente realizzato a mano e così preciso da riprodurre nei minimi particolari il famoso veliero, emblema della flotta marittima italiana.

Realizzato dallo storico modellista lissonese Augusto Brambilla, già socio dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, oltre che della FAL e attivo per la Città di Lissone, l’opera, è stata concessa in comodato d’uso all’Amministrazione Comunale dalla moglie Gabriella Brigatti, in ricordo del marito.

L’«Amerigo Vespucci» è un veliero costruito come nave scuola: l’idea nacque nella seconda metà degli anni ’20, quando la Marina Militare Italiana, dovendo rinnovare le unità destinate all’addestramento degli allievi dell’Accademia Navale, decise di costruire una nave a vela che consentisse agli allievi di imparare i segreti del mare e del vento, manovrando rigorosamente a mano.

Il modellista lissonese Augusto Brambilla decise pertanto di rendere omaggio alla “Regina dei Mari”, riproducendola in scala nei minimi particolari e realizzando un’opera di rara bellezza.

Un lavoro che verrà ora condiviso con l’intera Città di Lissone: il modellino sarà esposto al pubblico all’interno della Biblioteca dove potrà essere ammirato da tutti gli appassionati e in generale da tutti gli utenti della Biblioteca stessa.

Per l’occasione la sezione lissonese del Rotary Club, già partner del Comune in altri eventi aperti alla cittadinanza quale il Consiglio Comunale dei ragazzi, sosterrà l’iniziativa mettendo a disposizione del Comune una teca di protezione in plexiglass e una targa descrittiva.
L’Associazione Marinai, di cui Brambilla era socio, si farà carico dei periodici interventi di manutenzione ordinaria.

La posa della nave avverrà all’inizio del 2020 nel corso di una cerimonia pubblica.

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