I lasciti testamentari sono disposizioni contenute nel testamento con cui una persona stabilisce come destinare i propri beni, o una parte di essi, dopo la propria morte.
Attraverso questo strumento, il testatore può indicare con precisione i beneficiari (che possono essere sia persone fisiche che enti, fondazioni o associazioni come Medici Senza Frontiere) e specificare dettagliatamente cosa lasciare ad ognuno di essi, senza ledere la quota di legittima degli eredi come previsto dalla legge.
Come fare un lascito testamentario?
Il lascito può essere effettuato attraverso diverse forme di testamento, ma la più comune è il testamento olografo, ovvero un documento scritto a mano dal testatore, datato e firmato in modo autografo. In questo tipo di testamento, è fondamentale indicare con chiarezza sia il beneficiario del lascito, specificandone in modo preciso il nome, ad esempio Medici Senza Frontiere, e il codice Lascito testamentario-fiscale, sia l’oggetto del lascito stesso.
In alternativa, è possibile affidare le proprie volontà a un notaio e redigere un testamento pubblico alla presenza di due testimoni, dichiarando in maniera inequivocabile l’intenzione di effettuare il lascito.
A chi farlo?
Esistono numerosi enti benefici e associazioni, come il già citato Medici Senza Frontiere, a cui destinare un lascito testamentario, ma è fondamentale scegliere con attenzione quello che rispecchia al meglio i propri valori e ideali.
In più, è consigliabile informarsi a fondo sull’operato dell’organizzazione, verificando la trasparenza nella gestione dei fondi e l’impatto concreto delle attività svolte. Consultare i bilanci, i progetti realizzati e le testimonianze può aiutare a comprendere come vengono utilizzate le risorse ricevute nel tempo dai diversi beneficiari.
Cosa si può includere nel lascito?
Attraverso i lasciti testamentari, è possibile devolvere l’intero patrimonio o solo parte di esso. Il testatore può scegliere liberamente cosa lasciare: una somma di denaro (anche modesta) oppure beni immobili, come case o terreni.
È inoltre possibile includere strumenti finanziari quali fondi d’investimento, titoli, polizze vita, il trattamento di fine rapporto o altri diritti patrimoniali. Oltre a questi, si possono donare anche beni mobili di valore, come gioielli, opere d’arte o collezioni di oggetti.
Per destinare a un ente o associazione tutti i propri averi, si può includere nel testamento una formula generica come “lascio tutto ciò che possiedo”.
Perché fare un lascito testamentario
I motivi per fare un lascito testamentario sono molteplici, come ad esempio:
- Trasmettere i propri valori nel tempo: il lascito testamentario consente di dare continuità ai propri ideali e convinzioni, trasformandoli in un gesto concreto. È un modo per lasciare un’impronta positiva, sostenendo cause in cui si crede anche dopo la morte, come la tutela dei diritti umani, la ricerca scientifica o l’assistenza a persone in difficoltà;
- Sostenere progetti ad alto impatto sociale: chi sceglie di destinare parte del proprio patrimonio ad un ente benefico contribuisce in modo diretto alla realizzazione di iniziative che migliorano la vita di altre persone. Un lascito può finanziare attività sanitarie, educative, ambientali o di emergenza umanitaria, e così via;
- Libertà di scelta: come accennato, Il testatore ha piena libertà nel decidere cosa lasciare e soprattutto a chi. Può indicare con precisione anche le finalità, per garantire che le sue volontà vengano rispettate in modo puntuale;
- Vantaggi fiscali: i lasciti a favore di enti del Terzo Settore riconosciuti sono esenti da imposte di successione. Questo significa che il 100% del valore lasciato viene interamente destinato alla causa scelta, senza riduzioni fiscali;
- Semplicità del procedimento: redigere un testamento con un lascito è un processo semplice ed alla portata di tutti, anche per chi possiede un patrimonio modesto.
In conclusione, il lascito testamentario rappresenta un atto di grande valore, non solo per la possibilità di lasciare un segno tangibile del proprio passaggio, ma anche per il potenziale impatto positivo che può generare nel tempo.


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