Il monzese Romeo: “Giù le mani dalla Lombardia”

“A 5Stelle e Pd non basta l’abbuffata di poltrone in corso nelle aziende di Stato: ora pensano addirittura di commissariare la Regione. Giù le mani dalla Lombardia!”. Lo...

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“A 5Stelle e Pd non basta l’abbuffata di poltrone in corso nelle aziende di Stato: ora pensano addirittura di commissariare la Regione. Giù le mani dalla Lombardia!”.

Lo ha dichiarato il monzese Massimiliano Romeo, presidente dei senatori leghisti, replicando agli esponenti di governo come il pentastellato Vito Crimi che nelle ultime ore hanno chiesto il commissariamento di Regione Lombardia.

A difendere la Lombardia e le politiche regionali hanno voluto scendere in campo anche i giovani della Lega di Monza e Brianza con questo video:

Sul tema sanitario e in particolare in merito alla gestione dell’emergenza Covid va registrata oggi anche una polemica fra i Governatori della Lombardia e del Lazio. A Zingaretti che ha affermato “Non esiste un caso Lombardia nel Lazio”, ha risposto Attilio Fontana, definendo quelle di Zingaretti “parole inopportune”. “Caro presidente Zingaretti – ha scritto Fontana –  forse lei dovrebbe fare più attenzione alle dichiarazioni che rilascia. Io non ho accusato né lei, né la sua Regione. Ho semplicemente fatto notare il diverso modo di trattare le notizie, da parte di certa stampa, a seconda di chi governa. Trovo infatti che la vostra delibera, così come la nostra partano dalla stessa ratio: isolare i pazienti Covid. Noi ne avevamo bisogno, per dimetterli da reparti ospedalieri in un momento di grande saturazione dei posti letto, voi per spostarli dalle Rsa. Identici sono i requisiti richiesti da entrambe le delibere per le strutture che avrebbero dovuto ospitarli: indipendenti e con organici dedicati. Quindi per riprendere le sue parole ‘nessuna promiscuità, nessuna facilità nel contagio’. Trovo pertanto inopportuna e di cattivo gusto la sua conclusione ‘nessun caso Lombardia, nel Lazio'”.

A difendere Fontana e la Lombardia è intervenuto anche un altro monzese, il parlamentare leghista Paolo Grimoldi che ha affermato: “Lo scorso 31 gennaio il premier Giuseppe Conte assicurava che ‘la situazione virus è sotto controllo”, tanto da ribadire pochi giorni dopo, era il 4 febbraio, che “le esagerazioni fanno male” per criticare i governatori leghisti che chiedevano più controlli sulle persone in arrivo dalla Cina. Sempre in quei giorni la Lega metteva nero su bianco la richiesta di maggiori controlli e maggiori misure di prevenzione per sollecitare maggiori misure per evitare una possibile epidemia sul territorio nazionale e su quello lombardo, interrogazione a cui non è mai stata data risposta. Tutto questo è nero su bianco per cui il Governo non si azzardi a riscrivere la storia per infangare la Lombardia e scaricare le proprie responsabilità: la gravissima sottovalutazione del virus è colpa del Governo centrale, tanto che l’11 febbraio il sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, invitava la giunta in un ristorante cinese e il 26 febbraio il sindaco Pd di Milano, Giuseppe Sala, gridava ai quattro venti e su tutti i social ‘Milano non si ferma’. Basta menzogne sulla pelle dei lombardi!”

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