MONZA – Svolta storica per il sospirato arrivo della metro nella città di Teodolinda. MM Spa, società appaltante incaricata dal Comune di Milano, ha pubblicato oggi ufficialmente il bando di gara internazionale per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere civili del prolungamento della linea M5 (lilla) verso Monza. Si tratta del primo passo concreto e operativo per l’avvio dei cantieri di un’infrastruttura strategica dal valore complessivo di circa 1,9 miliardi di euro, attesa da decenni dal territorio.
Il bando di gara mette sul piatto una base d’appalto da oltre 1,1 miliardi di euro, sbloccata definitivamente dopo il via libera economico del decreto interministeriale dello scorso 5 giugno, che ha stanziato gli ultimi 570 milioni necessari a coprire gli extracosti materiali. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per il 15 settembre 2026, con l’obiettivo stringente di assegnare l’appalto entro la fine dell’anno corrente.
I numeri dell’opera: la linea automatizzata più lunga d’Italia
Una volta completato l’intervento, la linea M5 diventerà la più lunga metropolitana a guida interamente automatizzata d’Italia, raggiungendo un’estensione complessiva di 28 chilometri e un totale di 19 fermate. Il nuovo tracciato si svilupperà per 12,6 chilometri (13,1 chilometri l’estensione tecnica complessiva delle opere) dall’attuale capolinea milanese di Bignami fino al futuro terminale settentrionale di Monza Brianza.
L’opera attraverserà i territori di quattro Comuni – Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza – collegando per la prima volta nella storia del Paese due capoluoghi di provincia tramite una linea metropolitana.
Il tracciato e le 11 nuove stazioni
Il piano originario è stato confermato integralmente, senza alcun taglio alle fermate previste. Il percorso si articolerà attraverso undici nuovi snodi, posizionati strategicamente in aree ad altissima densità abitativa e imprenditoriale:
Tratta Sesto San Giovanni / Cinisello Balsamo: Testi-Gorki (a servizio del Parco Nord), Rondinella-Crocetta, Lincoln e Cinisello Monza (strategico nodo di interscambio con il futuro prolungamento settentrionale della linea M1).
Tratta Città di Monza: Campania (asse viabilistico ovest), Marsala, Monza FS (fondamentale interscambio con la rete ferroviaria), Trento e Trieste (pieno centro storico), Parco Villa Reale (accesso alla Reggia e ai Giardini), Ospedale San Gerardo (polo sanitario e universitario) e Monza Brianza (capolinea settentrionale presso il Polo Istituzionale di Provincia e Questura).
Tecnologie d’avanguardia: scavi profondi e protezione del centro storico
Il progetto definitivo posto a base di gara prevede l’applicazione di metodologie ingegneristiche avanzate per mitigare l’impatto dei cantieri sulla vita cittadina. Lo scavo delle gallerie sarà eseguito principalmente in modo meccanizzato tramite l’utilizzo di due “talpe” meccaniche (TBM – Tunnel Boring Machine) a bilanciamento di pressione di terra, ideali per la geomorfologia del sottosuolo. Le frese opereranno a una profondità compresa tra i 16 e i 26 metri sotto il livello del suolo, passando al di sotto delle fondazioni degli stabili e delle reti dei sottoservizi esistenti. Per la realizzazione delle stazioni urbane si ricorrerà alla tecnica del cut and cover, riducendo al minimo i tempi di interruzione della viabilità stradale in superficie.
Particolare attenzione è stata dedicata alla tratta che attraverserà il centro storico di Monza e lambirà la Villa Reale. Per evitare la propagazione di rumori e vibrazioni verso i palazzi d’epoca e i monumenti storici, l’infrastruttura utilizzerà un armamento ferroviario avanzato “a massa flottante”. I binari saranno fissati su piastre di calcestruzzo completamente isolate dal fondo del tunnel grazie a speciali materassini in elastomero. Questo sistema assorbirà l’energia cinetica generata dal passaggio dei treni, annullando ogni potenziale sollecitazione sussultoria in superficie. I convogli driverless saranno inoltre dotati di carrelli silenziati di ultima generazione per azzerare lo stridore in curva.
Impatto ambientale e cronoprogramma
Dal punto di vista della sostenibilità, l’entrata in funzione del prolungamento permetterà di incrementare i passeggeri giornalieri dell’intera linea M5 da 174.000 a oltre 256.000 utenti, togliendo dalla rete stradale migliaia di auto private ogni giorno e riducendo drasticamente le emissioni di PM10 e CO2.
I cantieri avranno una durata complessiva stimata in 2.646 giorni (circa 7 anni e 3 mesi comprendenti le opere civili, l’installazione degli impianti tecnologici e i successivi collaudi di sicurezza). Secondo il cronoprogramma ufficiale stabilito nel bando di gara, l’apertura commerciale della linea e il primo viaggio dei passeggeri da Milano a Monza avverranno il 31 marzo 2034.
“La pubblicazione del bando internazionale per prolungare la M5 fino a Monza – ha dichiarato il consigliere regionale brianzolo Alessandro Corbetta – rappresenta il passaggio che porta definitivamente quest’opera dalle promesse ai fatti. Ora attendiamo l’assegnazione dell’appalto e l’avvio dei lavori. Parliamo di un’infrastruttura strategica da circa 1,9 miliardi di euro, resa possibile grazie al lavoro della Lega in Regione Lombardia e al Governo con il presidente Fontana e i ministri Salvini e Giorgetti, che hanno garantito le risorse necessarie. La M5 unirà per la prima volta Milano e Monza con una metropolitana, migliorando la mobilità, riducendo il traffico e rafforzando la competitività di uno dei territori più produttivi d’Europa. Dopo anni di attese si entra finalmente nella fase operativa. Continueremo a seguire ogni passaggio affinché i cantieri possano partire nei tempi previsti e l’opera diventi presto una realtà per cittadini e pendolari”.
Resta un’ultima e trascurabile nota di cronaca a margine di un cronoprogramma che sembra studiato da un cronometrista con un raffinato senso dell’umorismo. Guardando infatti la data ufficiale fissata per il viaggio inaugurale dei passeggeri – il 31 marzo 2034 – balza subito all’occhio un dettaglio quasi miracoloso: la metro di Monza eviterà il primo aprile per un solo, baciato giorno. Per fortuna il bando parla chiaro e sventa la beffa geopolitica: niente scherzi, si viaggerà dal 31 marzo. Il giorno dopo, al massimo, si tornerà a sorridere per un pesce d’aprile, ma finalmente a bordo di un vagone automatizzato.


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