Coronavirus, i dati di oggi domenica 6 dicembre in Lombardia: il numero dei tamponi effettuati è 26.026 e 2.413 sono i nuovi positivi (9,2%). I guariti/dimessi sono 11.648.
I dati di oggi in Lombardia:
- i tamponi effettuati: 26.026 totale complessivo: 4.279.332
- i nuovi casi positivi: 2.413 (di cui 242 ‘debolmente positivi’)
- i guariti/dimessi totale complessivo: 289.706 (+1.650), di cui 6.570 dimessi e 283.136 guariti
- in terapia intensiva: 807 (+2)
- i ricoverati non in terapia intensiva: 6.372 (-182)
- i decessi, totale complessivo: 23.024 (+140)
I nuovi casi per provincia:
- Milano: 844, di cui 324 a Milano città;
- Bergamo: 118;
- Brescia: 328;
- Como: 71;
- Cremona: 68;
- Lecco: 27;
- Lodi: 126;
- Mantova: 118;
- Monza e Brianza: 222;
- Pavia: 170;
- Sondrio: 125;
- Varese: 94.
Annalisa Malara, personaggio italiano del 2020
E’ Annalisa Malara, la dottoressa che diagnosticò a Codogno (LO) il primo caso di coronavirus in Italia, il personaggio italiano del 2020. Un riconoscimento attribuitole da una giuria di opinion leader e annunciato ieri sera ne corso di ‘Sky tg24 live in’, il primo evento live di sky tg24 da Courmayeur.
Il grazie del governatore Fontana
“La dottoressa Malara – commenta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – è il simbolo di tutti gli operatori sanitari lombardi che hanno affrontato e gestito questa emergenza in prima linea. Un anno duro e difficile per tutti, ma con tanti gesti di eroismo e altruismo da non dimenticare. A lei rinnovo le mie più vive congratulazioni per quello che fece quella sera in ospedale. Andando contro rigidi protocolli, ha trovato il primo paziente a Codogno e lanciato l’allarme in Italia e in Europa. Grazie”!
Lombardia Notizie aveva intervistato in esclusiva Annalisa Malara, ora in servizio presso l’ospedale in Fiera a Milano diretto dal professor Nino Stocchetti, che aveva ripercorso quanto successo in Ospedale.
Annalisa Malara: dal ‘Paziente 1’ all’Ospedale in Fiera per restituire l’aiuto ricevuto
“Mi piace ricordare quella sera – aveva detto Annalisa Malara – come un esempio di lavoro fatto con la testa e con il cuore. Abbiamo cercato, con la mia equipe, di offrire le migliori chance diagnostico-terapeutiche possibili, per questo motivo non mi sono sentita di escludere a priori la possibilità che si trattasse di Coronavirus, andando oltre le conoscenze dell’epoca e i protocolli in vigore e chiedendo comunque questo tampone che, in quel momento non era visto come necessario perché non era un paziente considerato a rischio. Cercando però di trattarlo al meglio, avendo come obiettivo primario la centralità del malato, non ho potuto esimermi dall’effettuare anche questa indagine che poi si è rivelata purtroppo positiva e ha dato inizio a quella che ormai conosciamo come una delle più grandi crisi sanitarie degli ultimi 100 anni”.


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