Al San Gerardo l’Inno alla vita di Roberto Spadea

È stata posizionata oggi lunedì 4 maggio all’Ospedale San Gerardo di Monza l’opera “Inno alla vita” dell’artista monzese Roberto Spadea. L’installazione è dedicata a tutti gli operatori sanitari. Tre...

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È stata posizionata oggi lunedì 4 maggio all’Ospedale San Gerardo di Monza l’opera “Inno alla vita” dell’artista monzese Roberto Spadea. L’installazione è dedicata a tutti gli operatori sanitari.

Tre camici trattati in resina con i colori della bandiera italiana, abbracciati. L’opera si trova al piano -1S della Palazzina Accoglienza, davanti all’Auditorium “Enrico Maria Pogliani”.

“Quest’opera – spiega Spadea – nasce dalla profonda commozione suscitata dalle immagini continuamente proposte dai media riguardo la terribile pandemia della quale il mondo intero è vittima. Il sovraffollamento degli ospedali, presi d’assalto da centinaia di nuovi malati, ha rimesso in evidenza il ruolo fondamentale di medici ed infermieri, importante ogni giorno ma mai come in questo periodo. Schierati in prima linea, i
professionisti del reparto sanitario combattono un nemico invisibile, per molti, purtroppo risultato anche letale. Il camice bianco, da sempre simbolo per eccellenza della professionalità medica è diventato oggi l’unica barriera per conservare la nostra fragile sopravvivenza. Ed è proprio il camice che in questa opera si tinge di tricolore per esaltare l’unità di un popolo che, in momenti difficili come questo, sa trovare la forza, l’unità ed il coraggio per mettere al primo posto il bene comune”.

Presente al momento dell’arrivo dell’opera tutta l’Unità di Crisi che in questi mesi insieme al Direttore Generale della Asst Monza Mario Alparone, ha condiviso il percorso della pandemia, aiutando il Direttore e la Direzione Strategica ad affrontare quotidianamente, anche due volte al giorno, l’emergenza.

“L’opera ‘Inno alla vita’ incarna molto bene lo spirito di fratellanza e la determinazione che ci ha consentito di far fronte a questa calamità – sottolinea il Direttore Generale Mario Alparone -. Quando il dottor Orazio Ferro mi ha anticipato la possibilità che il suo autore volesse esporla da noi, ho subito colto l’opportunità per la capacità evocativa che trasmette. Un abbraccio che ci ha tenuto insieme e che spero torneremo anche a scambiare fisicamente presto. Stiamo gradualmente ed in sicurezza ritornando ad esercitare le nostre attività chirurgiche ed ambulatoriali, partendo da quelle più urgenti, che si sono accumulate in questi due mesi di epidemia, che hanno visto l’azienda gestire circa 600 malati e quasi 100 persone in terapia intensiva, uno sforzo enorme tra i primi in regione Lombardia”.

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