Sanità: in arrivo nuovi medici di famiglia

La Giunta regionale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, gli indirizzi per il corso di formazione in Medicina Generale per il triennio 2019/2021, compreso...

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La Giunta regionale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, gli indirizzi per il corso di formazione in Medicina Generale per il triennio 2019/2021, compreso il reclutamento dei coordinatori che dovranno avere caratteristiche specifiche ben definite.

«Fra le novità più importanti previste dal provvedimento – spiega l’Assessore Gallera – figura l’aumento del numero dei tirocinanti che passa da 136 a 388. Si tratta di un incremento molto significativo, a fronte di un progressivo pensionamento dei medici che operano sul territorio, che si pone l’obiettivo di garantire ai cittadini una continuità assistenziale adeguata e di qualità».

La riorganizzazione dei corsi di formazione prevede una stretta collaborazione fra la Direzione Welfare della Regione Lombardia, le ATS e le ASST, la Federazione regionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri.

«Il nuovo modello organizzativo dei corsi di formazione – aggiunge l’assessore Gallera – affronta una fase di cambiamento radicale del sistema di welfare e, per questo, prevede un focus particolare sull’evoluzione del sistema socio sanitario regionale in termini di ‘presa in carico’ del paziente cronico con i piani di assistenza individuali. La classe medica che andremo a istruire sarà quindi ben preparata ad affrontare le nuove sfide che i mutamenti epidemiologici rendono più che mai attuali».

Per la realizzazione dei corsi e per l’attivazione delle borse di studio necessarie, Regione Lombardia mette a disposizione, nel triennio, una cifra complessiva di 19 milioni di euro.

Oltre alla formazione triennale, le azioni che Regione Lombardia sta mettendo in campo insieme alle Agenzie per la Tutela della Salute, al fine di evitare disagi alla popolazione e interruzione di assistenza, sono molteplici:  in caso di cessazione o pensionamento del medico, sempre che nell’ambito territoriale non vi siano già sufficienti posti disponibili, garanzia nell’immediato di continuità dell’assistenza con la nomina di un medico sostituto temporaneo, in attesa del titolare; inoltre, in situazioni di particolare  necessità e sempre in accordo con le Amministrazioni Comunali, nomina di un medico sostituto temporaneo anche se all’interno dell’ambito vi sono già posti disponibili;  rilevazione degli ambiti carenti in base al rapporto ‘ottimale’ di un medico ogni 1300 residenti, di età superiore ai 6 anni;  all’atto della rilevazione degli ambiti carenti, possibilità di indicazione dell’obbligatorietà dell’apertura di un ambulatorio da parte del nuovo medico in uno specifico comune, qualora necessario;  ampliamento del massimale di scelte da 1500 a 1800 pazienti, qualora nell’ambito territoriale vi siano pazienti senza assistenza sanitaria.

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