Ospedale Vimercate: aumentano gli accessi allo Sportello Antiviolenza

Il SOV, lo sportello anti violenza dell’Ospedale di Vimercate, è aperto in Pronto Soccorso da tre anni. Purtroppo i numeri sono in costante aumento. Nel...


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Il SOV, lo sportello anti violenza dell’Ospedale di Vimercate, è aperto in Pronto Soccorso da tre anni. Purtroppo i numeri sono in costante aumento. Nel 2018 gli accessi sono stati 105 (97 donne e 89 maschi, anche persone anziane e bambini): erano stati 91 nel corso dell’anno precedente. I colloqui rivolti alle vittime di violenza e abuso, in particolare in ambiente domestico e familiare, sono stati invece 53 (+19 rispetto al 2017). Nei primi due mesi di quest’anno gli accessi in PS sono stati già 18 (oltre l’80% donne).

“Lodevole – racconta Tiziana Fraterrigo, medico di Pronto Soccorso a Vimercate  – è stato il ruolo di tutti gli operatori sanitari che accolgono con sempre maggior competenza le vittime, con una ricaduta positiva soprattutto sulla donna, che rischia sempre meno quella che si definisce vittimizzazione secondaria. Si pratica l’ascolto, infatti, senza alcuna azione di giudizio”. Non a caso i colloqui svolti con gli operatori sono stati nel 2018, 183 (il doppio di quelli messi in campo nel 2017), mentre 19 sono stati i medici e gli infermieri che hanno seguito un percorso psicologico di supporto.

Vale la pena ricordare che l’apertura dello sportello è giornaliera, dalle 9.30 alle 12.30. “Quando la vittima accede al Pronto Soccorso in un momento della giornata in cui non è attivo lo sportello, ad esempio in orario notturno o pomeridiano – spiega Gabriella Esposto la psicoterapeuta che affianca gli operatori ospedalieri-  viene invitata a ripresentarsi il giorno o nei giorni successivi. In alternativa viene ricontattata per fissare un colloquio. Scopo dello sportello è infatti quello di non abbandonare a se stessa la vittima e al contempo non lasciar cadere nel vuoto un possibile contatto”

Naturalmente vengono eseguiti tutti gli accertamenti clinico-strumentali del caso per evidenziare oltre che lo stato piscologico, anche segni fisici dell’abuso e lesioni sospette.

“La presenza dello specialista psicologo – continua Gabriella Esposto – consente alla vittima di violenza di sentirsi riconosciuta e sostenuta fin dal primo momento della dichiarazione/ammissione del proprio vissuto. In questo ultimo anno c’è stato un miglioramento dell’approccio degli specialisti. I medici e gli infermieri di Pronto Soccorso sono più attenti ad attivare il Percorso Rosa e ad offrire alla donna la possibilità di ricevere un supporto psicologico. Questo tipo di sostegno e l’accoglienza rivolta alle vittime è un elemento di grande rilevanza affinché la donna abbia la possibilità di non sentirsi sola e abbandonata, di riconoscersi ed acquisire una iniziale consapevolezza del proprio vissuto. Il Pronto Soccorso può infatti diventare il primo momento di denuncia”.

“E’ necessario sottolineare – aggiunge Tiziana Fraterrigo – che oltre all’attività clinica è di rilevanza il lavoro di rete con i servizi territoriali che si occupano di maltrattamenti familiari e con le associazioni antiviolenza che operano in Brianza. In alcuni casi, ad oggi, è stato svolto un lavoro in equipe con l’Assistente Sociale presente in Ospedale. Si sono, altresì, mantenuti e consolidati i rapporti con le Forze dell’Ordine e l’Autorità Giudiziaria, anche con la loro necessaria attivazione”.

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