La recensione: “Maria uno specchio per la Chiesa”

di Gabriella Stucchi  -  “Un cammino di ascolto e di obbedienza alla Parola di Dio sulle orme della Madre di Dio”. Così spiega nel Prologo...


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di Gabriella Stucchi  –  “Un cammino di ascolto e di obbedienza alla Parola di Dio sulle orme della Madre di Dio”. Così spiega nel Prologo l’autore, padre Raniero Cantalamessa, Predicatore della Casa Pontificia, figura molto nota anche per i numerosi programmi televisivi.

Nei vari capitoli Maria è chiamata “specchio” perché riflette la luce che ella stessa riceve e perché in lei la Chiesa può e deve “specchiarsi”, cioè guardarsi e confrontarsi.

“Maria specchio per la Chiesa nell’Incarnazione” è il titolo del primo capitolo, che sottolinea la “piena di grazia”, perché è piena del favore divino, è “tutta bella” (Ct 4,1), è Immacolata, preservata dal peccato e di questo rende grazie col Magnificat.

Maria proclama che tutto è grazia e questo ci aiuta a trovare il giusto atteggiamento verso la Chiesa, in cui c’è e agisce la grazia di Dio, con il perdono, l’amore, la dolcezza. Da qui un appello personale alla conversione, perché la grazia di Dio viva in noi, cresca e ci dia una carica di consolazione , di coraggio e di gioia.
Da qui l’invocazione: “Santa Maria della Grazia”!

“Maria, la piena di fede”: con l’”eccomi!” detto dopo le parole dell’angelo, Maria esprime la sua completa e incondizionata disponibilità alla volontà di Dio. È il più grande e decisivo atto di fede espresso nel mondo. Ha creduto che avrebbe concepito un figlio per opera dello Spirito Santo. È un atto di amore e di docilità, è un fidarsi di Dio e affidarsi completamente a Dio. Questo ci spinge a rinnovare il nostro personale atto di fede e di abbandono in Dio.

“Maria, madre di Dio”: il Dio che si fa carne nel seno di una donna si fa poi presente nell’Eucaristia. “Maria, madre di Dio” è l’unico titolo ecumenico definito in un Concilio e riconosciuto da tutte le Chiese. Gesù ci dice che diventa nostra madre ascoltando la Parola e mettendola in pratica, cioè attraverso la fede e le buone opere.

“Maria specchio per la Chiesa nel mistero pasquale” : il II capitolo ci invita a seguire Maria alla comprensione profonda della Pasqua e alla partecipazione alle sofferenze di Cristo. In primo luogo l’autore rileva come nella vita pubblica di Gesù Maria appare davanti a tutti una donna come le altre, che ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica. Maria è “Madre della speranza”: è ai piedi della croce, assiste alla flagellazione di suo Figlio Gesù, è trapassata dalla sofferenza, condivide con il Figlio non solo la morte, ma anche la speranza di una risurrezione.
Come Maria, così la Chiesa è chiamata a stare presso i crocifissi di oggi (i poveri, i sofferenti, gli umiliati) e dare speranza che la misericordia di Dio è infinita.

“Maria, madre dei credenti”. Lo spunto è offerto dal versetto di Giovanni (19,26-27) in cui Gesù dalla croce costituisce Maria madre di Giovanni e Giovanni figlio di Maria. “E il discepolo la prese con sé”. Dobbiamo, quindi, anche noi accogliere Maria con noi nella nostra vita, come compagna e consigliera, consapevoli che Maria è uno dei mezzi privilegiati attraverso cui lo Spirito Santo può guidare le anime.

“Maria specchio per la Chiesa nella Pentecoste” apre il terzo capitolo. Viene evidenziata la presenza di Maria al Cenacolo. Da questo momento non abbiamo più riferimenti dai quattro Evangeli a Maria, che diventa prototipo della Chiesa orante (cfr. icona di Maria nell’Ascensione di Gesù al cielo). L’autore si sofferma sulle diverse forme di preghiera in Oriente e in Occidente, ma sottolinea che la preghiera deve essere in primo luogo “perseverante”. Un modo pratico è il Rosario, che trasforma in preghiera l’intera storia della salvezza.

Come ultimo passaggio, Maria viene presentata come la “porta” per entrare in cielo: è la via migliore con cui lo Spirito Santo ci conduce a Cristo. Noi contempliamo Maria nella gloria: loda Dio, gioisce, gode ed esulta. Sono le parole del Magnificat.
Maria intercede per noi presso il Padre, presso il Figlio. Noi dobbiamo innalzare il cantico di lode, di ringraziamento a Dio per ciò che ha fatto in lei ed imitarla nel nostro cammino, rivolgendole un grazie dal profondo del cuore.

Un testo molto attraente, per i contenuti teologici, per i riferimenti biblici, dei Padri della Chiesa, di santi e sante, di storici, letterati che convergono nell’esaltare la bellezza di Maria, umile “serva del Signore”, che con il suo “Eccomi” esprime il più grande e decisivo atto di fede e di amore nella storia del mondo.

Raniero Cantalamessa “Maria uno specchio per la Chiesa” – Áncora – euro 20.00

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