Agricoltura: difendere le eccellenze lombarde

L’estate degli agricoltori lombardi si è aperta con non poche preoccupazioni: riforma della Politica Agricola Comune (PAC), status del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), prezzi...


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L’estate degli agricoltori lombardi si è aperta con non poche preoccupazioni: riforma della Politica Agricola Comune (PAC), status del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), prezzi del latte, aviaria, danni da fauna selvatica e acque irrigue sono solo alcuni dei temi “caldi” sottoposti dal presidente di Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli a Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi, intervenuto nel pomeriggio del 4 Luglio all’assemblea generale dell’organizzazione lombarda.

«In rappresentanza della prima regione agricola d’Italia – esordisce Boselli -, Confagricoltura Lombardia ha il compito di trasmettere alle istituzioni esigenze e specificità del territorio per dare alle proprie imprese risposte tangibili. Come dimostrato in questi primi cento giorni di governo, la giunta regionale trova e troverà sempre in Confagricoltura un interlocutore attento e propositivo.

Serve dialogare in primis con il governo locale per riuscire a proiettare le attività sul piano nazionale e nelle strategie europee. Per questo la visita dell’assessore Rolfi, che ringraziamo per la disponibilità, assume oggi particolare rilievo».

Una proficua condivisione di problematiche già avviata con i primi tavoli di lavoro in ambito avicolo, equino, lattiero, florivivaistico e montano e con concrete azioni di miglioramento dei sistemi informatici lombardi. Temi urgenti ai quali Confagricoltura Lombardia affianca i timori legati al nuovo corso politico e strategico dell’Unione europea.

«La necessità di affrontare situazioni contingenti come emergenza migranti e Brexit potrebbe togliere miliardi di euro – si parla addirittura del 15% – alla PAC e, di conseguenza, al sistema Paese italiano e alle nostre imprese.

Troviamo inoltre ingiusti la convergenza tra Stati Ue nell’erogazione dei fondi, che non terrebbe più conto delle specificità territoriali e dei costi di produzione di ogni contesto, e la nazionalizzazione degli aiuti, che lascerebbe ogni governo libero di decidere quali settori agricoli supportare e in che modo, con evidenti ricadute in termini di concorrenza sleale tra i Paesi membri», aggiunge Boselli.

Tra gli altri stimoli “lanciati” al mondo politico locale, la necessità di implementare il PSR (e i ritardi nel saldo di misure attuate tra 2016 e 2017), la maggiore tempestività da parte dell’Organismo Pagatore Regionale nell’erogazione dei contributi, la tutela dell’agroalimentare Made in Italy e, in modo particolare, l’invito a portare avanti con convinzione azioni per il contenimento di cinghiali e nutrie, una vera emergenza per le aziende lombarde.

Positivo, su tutti i fronti citati, il riscontro di Fabio Rolfi: «Apprezzo l’approccio operativo e propositivo di Confagricoltura, un confronto per noi arricchente. Partendo da tagli alla PAC e convergenza esterna – dice l’assessore – evidenzieremo con forza e in tempi brevi la nostra posizione sia al Governo italiano sia in sede europea.

Il che non significa sostenere una sorta di assistenzialismo verso i nostri imprenditori agricoli: il nostro impegno mira a difendere eccellenze e specificità del territorio, da differenziare rispetto ad altri contesti Ue. Lo stesso vale per il PSR, del quale vogliamo salvaguardare gli aspetti di programmazione regionale rispetto alla paventata nazionalizzazione del sistema», spiega il responsabile dell’assessorato regionale.

Semplificazione della burocrazia per le aziende agricole, campagne di comunicazione, anche nelle scuole, per promuovere i benefici del latte, accordi interregionali con Veneto ed Emilia-Romagna per fronteggiare l’influenza aviaria e nuovi progetti di recupero delle acque per finalità irrigue figurano inoltre tra le priorità dell’assessorato di Rolfi, insieme al ricorrente problema della fauna selvatica.

«L’uomo deve poter governare, in maniera regolamentata e con le dovute tutele legali, gli animali che minacciano non solo coltivazioni e allevamenti, ma anche la sicurezza delle persone – afferma il politico bresciano -. Ho sottoposto la problematica al ministro Centinaio, chiedendo maggiore supporto anche tramite fondi nazionali per fronteggiare le emergenze».

Chiudono l’interessante scambio di vedute i commenti di Matteo Lasagna, vicepresidente nazionale di Confagricoltura, che esorta i rappresentanti delle Unioni provinciali a presenziare all’appuntamento di incontro e confronto con le istituzioni europee, in occasione dell’assemblea annuale di Confagricoltura in programma l’11 Luglio a Bruxelles, e del vicepresidente regionale Giovanni Garbelli, concorde con Lasagna nel sottolineare il ruolo primario dell’organizzazione nella definizione di iniziative comuni a sostegno delle aziende agricole lombarde, a vantaggio dell’intero settore primario italiano.

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