Brugherio e Muggiò: recuperati due biacchi da Enpa

In questo periodo stiamo ricevendo diverse chiamate da parte di privati che chiedono aiuto per la presenza di serpenti, biacchi in particolare, nei propri giardini. In diverse occasioni...

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In questo periodo stiamo ricevendo diverse chiamate da parte di privati che chiedono aiuto per la presenza di serpenti, biacchi in particolare, nei propri giardini. In diverse occasioni volontari e operatori ENPA Monza sono usciti per il recupero degli animali, mentre altre volte le segnalazioni raccolte sulla nostra pagina Facebook sono state risolte dando opportuni consigli.

Un intervento si è concluso felicemente a Brugherio (MB). Si trattava di un giovane esemplare finito in una bocca di lupo e la signora che ci ha contattato, per quanto spaventata, lo ha lasciato lì senza disturbarlo, permettendo così il suo recupero e il successivo rilascio in un campo lontano dalle abitazioni.

È andata meno bene, invece, a un biacco a Muggiò (MB). Un signore, spaventato per la sua presenza in giardino, ha addirittura chiamato la figlia per dirle di portare via il nipote che in quel momento era con lui.

Arrivati sul posto, i volontari ENPA hanno trovato il biacco privo di vita in un secchio, con una ferita alla testa. Il signore sostiene di aver usato un bastone solo per mettere il serpente in un secchio, forando tra l’altro il coperchio per permettergli di respirare. Di sicuro, però, il biacco è morto per quel colpo alla testa. Non è restato altro che informarlo del reato (seppure non a rischio di estinzione il biacco è inserito comunque tra le specie salvaguardate dalla convenzione di Berna e dalla direttiva europea), anche se molto probabilmente non ha agito per dolo, ma solo per paura e ignoranza. Quel che è certo è che avrebbe potuto lasciarlo stare e aspettare l’arrivo dei volontari, come ha fatto giustamente la signora di Brugherio, prima di agire in maniera sconsiderata.

Val la pena ricordare che, nel caso di avvistamento di un serpente nel proprio giardino, è utile contattare ENPA, i cui volontari e operatori sanno perfettamente come comportarsi.

Il suo nome deriva dal longobardo “biach” che significa pallido. Ricordiamo che il biacco (Heirophis viridiflavus), conosciuto anche come colubro verdegiallo o natrice dal collare, è una specie comune nel nostro territorio e del tutto innocuo: anzi è molto utile all’ecosistema perché si nutre di roditori e insetti. Di solito ha una colorazione nera e gialla nella parte superiore (esistono esemplari anche del tutto neri, grigi o marroni, a seconda della zona geografica), mentre la parte superiore del ventre è color crema, gli esemplari più giovani, pur avendo testa gialla e nera, sono grigi o azzurri sul resto del corpo.

Una caratteristica del biacco è la velocità: se disturbato tende a scappare molto rapidamente. Il consiglio migliore è, se possibile, quello di lasciarlo tranquillo e aspettare se ne vada da solo per la sua strada.

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