In Brianza si aprono più di dodici imprese al giorno. Dietro questo dato convivono percorsi molto diversi: giovani che avviano la prima attività, donne che scelgono il lavoro autonomo, imprenditori stranieri, artigiani e professionisti.
L’analisi realizzata da FlexTax incrocia i dati della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi con gli open data del Dipartimento delle Finanze. Le due fonti fotografano aspetti differenti: da una parte le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese nel 2025, dall’altra i redditi dichiarati nel 2025 e prodotti nel 2024.
Il risultato aiuta a capire non soltanto quante attività nascono in Brianza, ma anche quali forme scelgono, in quali settori operano e quanto differiscono fiscalmente professionisti e imprenditori.
Nel 2025 sono nate 4.514 imprese
Nel corso del 2025, nella provincia di Monza e Brianza sono state registrate 4.514 nuove iscrizioni. Nello stesso periodo le cessazioni sono state 3.746, con un saldo positivo di 768 imprese e un tasso di crescita dell’1,06%.
Il dato conferma la capacità del territorio di generare nuove iniziative economiche, nonostante un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi, dall’incertezza internazionale e dal rallentamento di alcuni comparti tradizionali.
La fotografia diventa però più articolata osservando le imprese effettivamente attive. Alla fine del 2025 erano 63.168, lo 0,9% in meno rispetto all’anno precedente.
Non si tratta necessariamente di dati contraddittori. Iscrizioni, cessazioni e imprese attive misurano fenomeni differenti. Una nuova impresa può aver completato l’iscrizione ma non essere ancora operativa, mentre la riduzione delle attività può dipendere anche da trasformazioni, sospensioni o aggiornamenti del Registro.
Il numero delle aperture racconta quindi la volontà di mettersi in proprio, ma non basta da solo a misurare la capacità delle nuove iniziative di consolidarsi nel tempo.
La ditta individuale è ancora la porta d’ingresso più utilizzata
La forma più scelta da chi ha avviato un’impresa nel 2025 è la ditta individuale. Le nuove iscrizioni sono state 2.674, pari al 59,2% del totale.
Le società di capitali sono state invece 1.591, corrispondenti al 35,2% delle nuove imprese. La parte restante è composta principalmente da società di persone e altre forme giuridiche.
La prevalenza delle ditte individuali è coerente con una fase iniziale nella quale l’attività viene avviata da una sola persona, spesso con una struttura ridotta e senza soci. È una soluzione diffusa nel commercio, nell’artigianato, nelle costruzioni e in numerosi servizi.
La forma giuridica non determina però automaticamente il regime fiscale. Una ditta individuale può applicare il Regime Forfettario, quando possiede i requisiti previsti, oppure adottare la contabilità semplificata o ordinaria.
Allo stesso modo, aprire una Partita IVA non significa necessariamente iscrivere un’impresa alla Camera di Commercio. Molti professionisti svolgono infatti attività di lavoro autonomo senza essere qualificati fiscalmente come imprenditori.
Giovani, donne e stranieri: i profili delle nuove aperture
Tra le imprese nate nel 2025, 1.297 sono giovanili, cioè caratterizzate dalla partecipazione prevalente di persone con meno di 35 anni. Rappresentano il 28,7% delle nuove iscrizioni.
Le nuove imprese femminili sono 1.131, pari al 25,1%, mentre quelle straniere raggiungono quota 1.057, corrispondente al 23,4%.
Questi gruppi non devono essere sommati tra loro, perché una stessa attività può rientrare contemporaneamente in più categorie. Un’impresa può essere, per esempio, sia giovanile sia femminile oppure essere guidata da un giovane imprenditore straniero.
Un altro dato rilevante riguarda l’artigianato: 1.464 nuove imprese risultano artigiane. La Brianza conserva quindi una forte vocazione per le attività nelle quali il lavoro personale dell’imprenditore continua ad avere un ruolo centrale.
Il numero delle nuove iscrizioni non cancella però le difficoltà attraversate dal comparto artigiano. L’apertura di nuove attività convive con la chiusura di imprese storiche e con il problema del ricambio generazionale.
Più della metà delle nuove imprese già classificate opera nei servizi
Al momento della rilevazione, 1.417 delle nuove imprese non avevano ancora ricevuto un Codice ATECO definitivo. L’analisi settoriale può quindi riguardare soltanto le 3.097 attività già classificate.
Tra queste, 1.631 operano nei servizi. Si tratta del 52,7% delle nuove imprese per le quali il settore era già stato individuato.
Seguono le costruzioni, con 701 iscrizioni, il commercio con 562 e le attività manifatturiere con 181 nuove imprese.
La crescita dei servizi riflette la trasformazione dell’economia locale. Accanto ai settori tradizionali trovano spazio consulenza, informatica, comunicazione, attività professionali, servizi alle imprese e alla persona.
Ciò non significa che manifattura e artigianato abbiano perso la propria importanza. Questi comparti continuano a caratterizzare il territorio brianzolo, ma l’avvio di un’attività produttiva richiede generalmente investimenti, locali e attrezzature maggiori rispetto a molti servizi.
Il reddito autonomo si concentra soprattutto a Monza
I dati del Dipartimento delle Finanze permettono di osservare la situazione da un’altra prospettiva. Le dichiarazioni presentate nel 2025, relative ai redditi prodotti nel 2024, registrano nella provincia di Monza e Brianza 8.151 contribuenti con reddito da lavoro autonomo.
Nel complesso hanno dichiarato circa 581,9 milioni di euro, con un reddito medio di 71.387 euro.
Il numero più elevato si concentra nel capoluogo. A Monza risultano 2.093 contribuenti con reddito da lavoro autonomo e una media dichiarata di 79.419 euro.
Questi importi non rappresentano il guadagno delle persone che hanno aperto la Partita IVA nel 2025. I dati fiscali riguardano infatti contribuenti già attivi nell’anno precedente e comprendono situazioni professionali molto differenti.
La media, inoltre, non indica quanto guadagni il professionista “tipico”: può essere influenzata dalla presenza di un numero ristretto di redditi particolarmente elevati. Rimane comunque utile per osservare il peso economico del lavoro autonomo sul territorio.
Imprenditori e professionisti non sono la stessa categoria fiscale
Nel linguaggio comune, professionisti, commercianti e artigiani vengono spesso riuniti sotto la definizione di Partite IVA. Dal punto di vista fiscale, però, producono redditi differenti.
Il professionista genera normalmente reddito da lavoro autonomo. Il commerciante o l’artigiano titolare di una ditta individuale produce invece reddito d’impresa.
Nella provincia di Monza e Brianza, i dati fiscali riportano 14.485 imprenditori in contabilità semplificata, con un reddito medio dichiarato di 33.851 euro. Gli imprenditori in contabilità ordinaria sono 1.028 e dichiarano mediamente 82.223 euro.
Le differenze non dipendono soltanto dall’andamento delle attività. Cambiano il metodo di determinazione del reddito, la struttura dei costi, gli obblighi contabili e la dimensione delle imprese comprese in ciascun gruppo.
Anche il Regime Forfettario segue regole specifiche: il reddito imponibile non viene calcolato sottraendo i costi effettivamente sostenuti, ma applicando ai ricavi o ai compensi un coefficiente collegato all’attività esercitata.
Per questo la scelta iniziale non dovrebbe essere basata soltanto sulla semplicità apparente o sul livello dell’imposta. Codice ATECO, previdenza, costi reali, prospettive di crescita e rapporti con clienti e fornitori possono modificare la convenienza del regime.
Una Brianza che apre attività, ma deve consolidarle
Le 4.514 nuove imprese del 2025 mostrano che lavorare in proprio continua a rappresentare una possibilità concreta per migliaia di persone. La prevalenza delle ditte individuali e il peso di giovani, donne e stranieri raccontano un’imprenditorialità diffusa e in trasformazione.
Allo stesso tempo, la riduzione delle imprese attive e le difficoltà dell’artigianato ricordano che aprire un’attività è soltanto il primo passaggio. La vera sfida consiste nel renderla sostenibile dopo l’avvio.
Occorre valutare il mercato, conoscere gli adempimenti, scegliere correttamente la forma dell’attività e programmare imposte e contributi. Una decisione sbagliata all’inizio può produrre costi e problemi che emergono soltanto nei mesi successivi.
La Brianza rimane un territorio nel quale la propensione all’impresa è elevata. I dati mostrano però anche un cambiamento: accanto alla tradizione manifatturiera e artigiana crescono servizi, attività professionali e forme di lavoro autonomo che richiedono meno strutture, ma non per questo una minore preparazione.
Infografica

Fonti
- Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi – 36° Rapporto Milano Produttiva
- Dipartimento delle Finanze – Open data delle dichiarazioni 2025, anno d’imposta 2024


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