Smart Working: le ultime novità

Un concetto (relativamente) nuovo con il quale si è iniziato a prendere confidenza negli ultimi mesi, a causa della diffusione del Coronavirus; si tratta dello smart working, tipologia...

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Un concetto (relativamente) nuovo con il quale si è iniziato a prendere confidenza negli ultimi mesi, a causa della diffusione del Coronavirus; si tratta dello smart working, tipologia di lavoro che prevede un approccio da remoto e che può essere portata avanti anche da casa, come d’altra parte centinaia di migliaia di italiani stanno facendo da qualche mese.
Il provvedimento che prevede il ricorso allo smart working è entrato in vigore in piena pandemia e sta proseguendo, in attesa di capire i risvolti che emergeranno nelle prossime settimane. Si naviga a vista come si suol dire, e per adesso la deadline, data indicata come limite, è il 15 Ottobre: lo smart working è infatti stato prolungato, per adesso fino a quella data. Cosa potrebbe succedere dopo?

Cosa succedere dopo il 15 Ottobre

Per adesso non è dato saperlo con esattezza: si andrà a valutare la situazione per capire se la pandemia riprenderà a diffondersi ed, eventualmente, in che modo. Come riportato dalle notizie di finanza e lavoro su economia24news.com, a partire da quella scadenza temporale, il 15 ottobre, cambieranno le regole per lo smart working semplificato che erano state introdotte nel pieno della pandemia.
Nel settore privato ad esempio si parla di seguire accordi firmati dai singoli lavoratori per andare in questo modo a fissare le regole relative alla modalità di esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali.

Controllo dei lavoratori in Smart Working

E con riferimento al modo in cui un datore di lavoro potrà controllare il proprio dipendente, anche qui a fare la differenza saranno gli accordi stipulati e sottoscritti di caso in caso tra datore di lavoro e dipendente. Il tutto ovviamente nei limiti di precise norme sul controllo a distanza, che fissa precisi limiti di privacy che non potranno in alcun caso essere superati.
Da stabilire nuovamente poi, a partire dal prossimo 15 ottobre, quali saranno gli strumenti che potranno essere utilizzati dai lavoratori da casa; i tempi di riposo durante la giornata lavorativa; il diritto alla disconnessione, che anche qui dovrà comunque essere sempre garantito. Le linee guida per questi provvedimenti saranno fissate in armonia con i sindacati, dato che si tratta di norme soggettive, su misura per le esigenze dei lavoratori ed in base alla tipologia di azienda.
In sostanza quello che è appena arrivato potrebbe essere un autunno molto caldo per il comparto del lavoro, non certamente in termini metereologici bensì di complessità e provvedimenti da cambiare periodicamente, a seconda di come la situazione evolverà.

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