SEREGNO – Una serie di furti messi a segno tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo aveva destato non poca preoccupazione tra i commercianti di Seregno e Desio, ma le indagini dei carabinieri hanno ora portato all’identificazione del presunto responsabile.
Si tratta di un 40enne italiano, originario di Ravenna e senza fissa dimora, denunciato a piede libero alla Procura di Monza dopo un’attenta attività investigativa coordinata dai militari della Stazione di Seregno.
Il raggio d’azione dell’uomo si concentrava principalmente nelle ore di chiusura degli esercizi commerciali, colpendo attività situate in punti nevralgici come corso Matteotti, via Marconi e via Milano a Seregno, oltre a un negozio nei pressi della stazione ferroviaria di Desio.
Fondamentale per la ricostruzione dei suoi movimenti è stata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza urbana e privata, che ha permesso agli inquirenti di raccogliere solidi elementi indiziari. In poco più di due settimane, i colpi avrebbero fruttato un bottino complessivo superiore agli 11.000 euro in contanti, a cui si aggiungono sette smartphone e un computer portatile.
La svolta è arrivata quando i carabinieri hanno individuato il rifugio temporaneo dell’indagato all’interno di un residence della zona. Nonostante un tentativo di fuga prontamente sventato dai militari, l’uomo è stato fermato e la sua stanza sottoposta a perquisizione.
All’interno sono stati rinvenuti non solo gli attrezzi da scasso e gli indumenti utilizzati per il travisamento durante i furti, ma anche tre telefoni cellulari — di cui due già identificati come refurtiva — oltre a una modesta quantità di cocaina, un bilancino di precisione e circa 360 euro in contanti.
L’intera attrezzatura e il materiale illecito sono stati posti sotto sequestro, mentre per il 40enne è scattata la denuncia per furto aggravato, danneggiamento e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.
L’uomo è stato inoltre segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Resta ferma la presunzione di innocenza per l’indagato fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


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