Monza, grande impegno dei Carabinieri nucleo TPC

Nel 2019 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Monza hanno dato maggior impulso all’attività preventiva, implementando, rispetto all’anno precedente, i controlli a mercati e fiere antiquariali...

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Nel 2019 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Monza hanno dato maggior impulso all’attività preventiva, implementando, rispetto all’anno precedente, i controlli a mercati e fiere antiquariali (+62,5%), nonché i controlli ad aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali (+8,7%) dell’intera regione.

Oltre 1700 sono stati i beni controllati nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: si tratta, principalmente, di opere d’arte poste in vendita da privati attraverso case d’asta o siti internet e collezioni di reperti di interesse archeologico.

Sul piano repressivo, i Carabinieri del TPC lombardo hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 77 persone responsabili di aver violato le norme del Codice Penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale (Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42): nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto, ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 2354 beni, di cui 2058 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 211 reperti archeologici e 65 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in € 2.130.752 per i beni autentici e di € 4.394.000 per quelli contraffatti, qualora immessi sul mercato come autentici.

Il costante impegno profuso dai militari del Nucleo TPC di Monza, validamente supportato dall’Arma territoriale e dagli altri reparti speciali dei Carabinieri, ha permesso di esprimere un’efficace e coordinata azione preventiva sull’intera regione.

Nel decorso anno il numero di furti di beni culturali è complessivamente diminuito rispetto a quelli dell’anno precedente. In particolare, il fenomeno si
è rivelato maggiormente in calo per quelli commessi in danno dei musei e pinacoteche (1) e biblioteche (1), mentre ha registrato un lieve incremento quello in danno dei luoghi di culto (20).

L’impegno che il Nucleo TPC di Monza ha posto in essere per contrastare la sottrazione dei beni culturali, può essere desunto dai lusinghieri risultati dell’attività repressiva condotta.

Tra gli eventi più significativi dello scorso anno, si segnalano: la restituzione agli Stati Uniti Messicani di 594 dipinti ex voto (XVIII-XX secolo d.C.), illecitamente sottratti ed esportati e di oltre cinquemila analoghi beni (XV-XX secolo d.C.) agli Enti ecclesiastici di appartenenza, depredati da luoghi di culto nazionali.

Cerimonia di restituzione
6 marzo 2019, Roma, Sala della Crociera del Ministero per i beni e le attività culturali. Il Ministro Alberto Bonisoli, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, restituisce i beni alla Segretaria di Cultura degli Stati Uniti Messicani, dottoressa Alejandra Frausto Guerrero. Le riconsegne hanno rappresentato la degna conclusione di un’indagine scaturita da un controllo che i militari brianzoli avevano operato in occasione di una mostra realizzata a Milano, curata dalla “Fondazione PGR – Per Grazie Ricevute Onlus”, denominata “Dacci oggi il nostro pane quotidiano/tavolette votive dedicate al tema della Terra”; la restituzione alla Repubblica Popolare Cinese di 796 beni archeologici risalenti ad un arco di tempo compreso tra il Neolitico (3500 – 1700 secolo a.C.) fino alla Dinastia Ming (907– 1664 secolo d.C.) ed assimilabili a quelli ritrovati negli scavi archeologici eseguiti nella provincie di Gansu, Qinghai, Shaanxi e Sichuan;

Cerimonia di restituzione
22 marzo 2019, Roma, Museo Nazionale di Palazzo Altemps. Il Ministro Alberto Bonisoli, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, restituisce i beni al Ministro della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, Luo Shugan. Inaugurazione mostra “The Journey Back Home: An Exhibition of Chinese Artifacts Repatriated from Italy”, 24 aprile 2019, Pechino, Museo Nazionale della Cina. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il Ministro della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, Luo Shugan la disarticolazione, unitamente alla Metropolitan Police di Londra e l’Ispettorato Generale della Polizia Romena, sotto il coordinamento di Europol ed Eurojust, di una organizzazione criminale responsabile del furto di libri antichi nel Regno Unito. Il risultato operativo conseguito è il frutto di un’indagine avviata, dal gennaio 2017, dalla polizia londinese e proseguita unitamente ai militari dello speciale Reparto brianzolo, in virtù della consolidata esperienza di settore che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale riscuote anche all’estero, ed all’Ispettorato Generale della Polizia Romena, scaturita dal furto di 260 libri antichi, del valore commerciale di 2 milioni di sterline britanniche (oltre 2 milioni di euro), consumato nella notte tra il 29 e il 30 gennaio 2017 a Feltham (Regno Unito). I beni, di proprietà di due collezionisti italiani e di uno tedesco, erano stati asportati con modalità singolari da un magazzino ove si trovavano in attesa di essere trasferiti a San Francisco (Stati Uniti) per la 50^ fiera internazionale dei libri antiquari. L’attività investigativa, coordinata per la parte italiana dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, portava all’arresto di 15 persone sul territorio britannico e romeno, nonché all’esecuzione di 45 perquisizioni ed il sequestro di materiale probatorio in Italia, Regno Unito e Romania; la restituzione al Polo Museale Regionale della Lombardia di una raccolta di 82 reperti archeologici (VI-III secolo a.C.), oggetto di ricerche non autorizzate.

La restituzione è il frutto di un’indagine scaturita dalla consueta collaborazione con l’allora Soprintendenza Archeologia della Lombardia, finalizzata al contrasto del traffico illecito di reperti archeologici. I beni, sequestrati ad un cittadino italiano della provincia di Milano che aveva manifestato l’intenzione di commercializzarli, sono ora valorizzati attraverso l’esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Vigevano.

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