MONZA – Un’azienda del territorio monzese, attiva nel settore della produzione di calcestruzzo, è finita al centro di un’indagine dei Carabinieri Forestali di Carate Brianza per gestione illecita di rifiuti.
L’operazione ha portato alla denuncia per abbandono di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva, con l’ipotesi di reato ora al vaglio della Procura della Repubblica di Monza, che ha ufficialmente iscritto il procedimento penale.
L’attività investigativa è scattata grazie alle segnalazioni previste dalla convenzione tra la Regione Lombardia e l’Arma dei Carabinieri.
Attraverso un’attenta analisi delle immagini satellitari, i militari hanno individuato un punto critico sul territorio, disponendo subito i controlli sul campo per verificare la situazione.
Gli accertamenti hanno fatto emergere un sistema di smaltimento illecito andato avanti per ben sette anni. La società sversava sistematicamente sulla nuda terra, all’interno di un terreno preso in affitto, rifiuti speciali non pericolosi legati alla propria produzione, tra cui scarti di calcestruzzo liquido e acque di lavaggio.
Nel tempo si è generato un accumulo mastodontico, stimato in circa 676 tonnellate di materiale.
La quantità eccezionale di scarti, la reiterazione delle condotte negli anni e la totale assenza di autorizzazioni o tracciabilità hanno spinto gli inquirenti a contestare non solo il semplice abbandono, ma anche il più grave reato di discarica abusiva.
Trattandosi di violazioni commesse nell’ambito di un’attività d’impresa, la posizione dei responsabili è ulteriormente aggravata e, oltre alle sanzioni penali previste, scatterà l’obbligo tassativo di bonificare l’area e ripristinare lo stato dei luoghi.


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