Mercato della cannabis light, durante l’emergenza Covid-19 è stato boom

Sia la crisi economica legata ovviamente all’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus sia il lockdown che è stato deciso dal Governo come misura di contrasto, hanno messo in...

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Sia la crisi economica legata ovviamente all’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus sia il lockdown che è stato deciso dal Governo come misura di contrasto, hanno messo in difficoltà un gran numero di settori, ma non quello legato alla cannabis light, che sembra crescere continuamente.

Sono gli shop online, in modo specifico, ad aver tratto beneficio da questo particolare momento storico. Approfondendo qualche dato e statistica che sono legati alla vendita di canapa, quella legale, si può facilmente notare l’impennata nell’acquisto e nei consumi di canapa light avvenuta nel corso degli ultimi due mesi, con una crescita media pari al 30%.

In modo particolare, ad avere un ruolo di primo piano sono stati sia i distributori automatici che il servizio di delivery. È aumentato notevolmente il numero di italiani, quindi, che ha scelto di farsi spedire direttamente a casa dei prodotti a base di canapa legale, riuscendo a garantire quella continuità di cui aveva bisogno il settore in questione. I numeri, d’altra parte, non mentono: dal momento in cui è stato indetto il lockdown, nella maggior parte delle città della penisola italiana il consumo di cannabis light si è impennato a vista d’occhio.

Dal 2018 un trend super positivo

In realtà, però, sono già almeno due anni che questo mercato sta dando grandi soddisfazioni ai suoi operatori. Sono nati sempre più spesso nuovi operatori sull’intero territorio nazionale: non si tratta esclusivamente di negozi e shop online, ma anche di veri e propri distributori automatici.

Diamo un’occhiata anche ad una serie di dati che fanno capire meglio quanto il mercato della marijuana legale abbia fatto dei veri e propri passi da gigante in questi ultimi anni: più di 10 mila addetti ai lavori, oltre 800 sono invece le aziende agricole produttrici, mentre sono ben oltre 1500 le imprese che lavorano per svolgere i vari processi di trasformazione della canapa. Complessivamente, il fatturato totale supera i 150 milioni di euro.

La legge 242 del 2016 ha cambiato ogni prospettiva

Il boom di questo settore è partito senz’altro dal momento in cui è entrata in vigore la legge 242 del 2016: quest’ultima, infatti, ha finalmente provveduto a disciplinare in maniera più completa e precisa sotto un profilo giuridico questo settore, ma al contempo ha avuto anche un altro effetto ben più importante. Infatti, ha reso possibile parlare di canapa legale, rendendolo comunque etico.

Analizzando a fondo la normativa, è previsto come la coltivazione delle piantine di marijuana debba avvenire solamente dopo aver ottenuto una specifica certificazione del seme. In seguito, tutti i vari prodotti che si ricaveranno direttamente dalle infiorescenze dovranno necessariamente rispettare una percentuale di principio attivo più bassa dello 0,5%.

È chiaro che il legislatore ha stabilito una soglia massima di concentrazione di Thc, al di sotto della quale c’è la sicurezza che i prodotti a base di canapa non siano in grado di produrre alcun tipo di effetto psicotropo. Dal punto di vista etico, invece, la stessa normativa mira più che altro ad abbattere l’inquinamento ambientale, cercando di promuovere e dare i giusti spazi alla filiera della canapa.

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