Inquinamento acustico a Milano: quali sono le zone più rumorose?

L’inquinamento acustico a Milano, livelli e fonti del rumore Milano che, secondo alcune accreditate classifiche, è la quinta città in Italia per livello di rumorosità, rimane stretta nella...

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L’inquinamento acustico a Milano, livelli e fonti del rumore

Milano che, secondo alcune accreditate classifiche, è la quinta città in Italia per livello di rumorosità, rimane stretta nella morsa dei rumori molesti in quasi tutto il perimetro cittadino.

Si stima che Il 20% della sua popolazione si ritrovi quotidianamente circondata dai rumori del traffico ma, se si tiene conto dei livelli di guardia indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di cittadini infastiditi o disturbati da rumori molesti di ogni genere e intensità, lievita fin quasi al raddoppio. E un’analisi condotta dall’università della Bicocca lo conferma: monitorando i suoni della città (espressione poetica, ma nella realtà non così tanto…), si è rilevato che almeno il 42 % della popolazione milanese è esposto, quotidianamente, a una soglia che supera i 65 decibel di giorno e 50 di notte. Il 22 % dei residenti ne subisce addirittura più di 70 di giorno (o 60 di notte). Nelle ore di punta, in alcune vie, si raggiungono persino gli 80 decibel, una soglia di tolleranza impensabile persino sui raccordi autostradali.

Quindi, una vera condizione di inquinamento acustico e anche piuttosto seria.

Il principale colpevole di tanto malessere (si stima responsabile per l’80%) è il traffico, soprattutto al centro della città. Ma ha la sua responsabilità anche la movida, ovviamente in modo particolare di notte, così come le attività commerciali che si servono di musica, o, durante il giorno, le attività industriali che utilizzano macchinari particolarmente rumorosi. In altre zone ancora, a causare il disagio sono i rumori provocati da spostamenti aerei e ferroviari.

Persino un’attività “virtuosa” come la raccolta differenziata dei rifiuti urbani può essere di notevole disturbo, in special modo quando avviene (come in alcune zone di Milano) di notte o alle prime luci dell’alba e riguarda il prelievo di vetro, lattine oppure oggetti pesanti.

Vediamo insieme quali sono le cause e i rimedi dell’inquinamento acustico a Milano: parleremo di zonizzazione acustica, di tutela dall’inquinamento acustico e di finestre antirumore.

La zonizzazione acustica

Si è resa, così, necessaria una mappatura del territorio relativa alle zone di Milano più esposte al rischio di inquinamento da rumori sgraditi, dedicata e funzionale a definire i valori limite delle immissioni rumorose consentite.

Attraverso un sistema di “zonizzazione acustica”, come altri comuni italiani, anche il comune di Milano è stato suddiviso in aree acusticamente omogenee, operando una classificazione per zona che tenga conto delle infrastrutture presenti e della densità della popolazione. Per ogni classe vengono fissati i valori limite di immissione dell’inquinamento acustico, valori che non dovrebbero mai essere superati per garantire il benessere dei residenti.

Ma, nonostante le classificazioni di zona e le relative disposizioni adottate, pur riconoscendo in teoria la valenza e l’utilità delle classi ambientali, dal punto di vista pratico, il problema dell’inquinamento acustico rimane generalmente sottovalutato, soprattutto rispetto a quello dell’inquinamento ambientale.

La situazione di disagio a Milano è talmente avvertita dalla popolazione che un famoso portale specializzato nella compravendita immobiliare, ha condotto un’analisi precisa, quartiere per quartiere, realizzando una dettagliata “mappa dei rumori”. Il risultato di questa attività di ricerca ha evidenziato una situazione di emergenza sulle circonvallazioni, vicino agli scali aeroportuali e ferroviari e lungo le principali arterie di traffico (Viale Fulvio Testi, via Palmanova, via Fermi sono tra le peggiori).

Se stai cercando casa e vuoi un posto tranquillo dove trovarla, sappi che anche alcune vie del centro non stanno messe meglio, quanto a frastuono: ad esempio via Spadari, via Moscova, via Ariosto, corso Garibaldi, corso di Porta Romana o piazza Wagner , sono zone in cui si rilevano in media, di giorno, più di 70 decibel. Non esattamente l’ideale per vivere serenamente…

Non puoi fidarti nemmeno di zone come l’Arco della Pace, che di giorno, quanto a decibel sparsi nell’aria, si colloca nella norma, ma di notte si trasforma, animandosi per la movida… Ed è proprio lì che si registra il maggior numero di proteste dei residenti e dei comitati di quartiere, infastiditi dal vociare e dai rumori molesti dovuti alla presenza degli avventori in strada.

Per tua fortuna, viceversa, esistono anche zone in cui si registrano livelli bassissimi di incidenza del rumore, per esempio dietro a viale Sarca, alla Maggiolina, o in via Arganini, zona Pratocentenaro, o in qualche angolo di Niguarda, dove prevale il verde. O come in alcune parallele di corso Buenos Aires, dove i palazzi di quest’ultimo fanno da schermo protettivo, bloccando il passaggio di gran parte dei decibel e facendo di questa zona una vera e insperata oasi di pace.

Tutela dall’inquinamento acustico, a chi rivolgersi

Nel lungo periodo, la sovraesposizione quotidiana ad un numero eccessivo di rumori e suoni fastidiosi può essere molto dannosa per la salute e può provocare problemi cardiovascolari, disturbi del sonno, aggressività, difficoltà di concentrazione ed essere anche uno dei fattori scatenanti di patologie più gravi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, per questa ragione, consiglia sempre di non esporsi a suoni con soglia superiore ai 65 decibel di giorno e i 55 di notte.

Nel caso in cui tu ti senta vittima di un presunto inquinamento acustico a Milano e voglia segnalare questa condizione di disturbo, esistono due distinti modi di procedere.

Qualora il disturbo provenga da attività produttive, commerciali o professionali, dovrai presentare un esposto al protocollo del Settore Politiche Ambientali ed Energetiche in via Beccaria. Nel modulo da compilare vanno indicate tutte le caratteristiche del rumore molesto: tale segnalazione darà l’avvio ad un formale procedimento amministrativo per presunto inquinamento acustico.

Trascorsi 30 giorni dall’inizio del procedimento, l’amministrazione si riserverà di chiedere all’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente – Lombardia) di effettuare rilevazioni fonometriche direttamente nella tua abitazione, per accertare la fondatezza della tua denuncia e verificare che realmente, nell’ambiente in cui vivi, siano superati i limiti previsti dalle disposizioni vigenti in tema di inquinamento acustico.

Se la rilevazione sarà conforme a quanto sostenuto da te, si procederà con l’intimare la riduzione o la cessazione del rumore molesto.

In casi più gravi, il procedimento può giungere fino al rinvio all’Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato.

Diversamente, se i rumori che ti disturbano provengono da fattori esterni differenti da attività produttive, commerciali o professionali (ad esempio, da attività domestiche del tuo vicino…), potrai contattare direttamente l’ARPA, la quale si attiverà autonomamente effettuando il controllo fonometrico di sua competenza.

Dalle risultanze di tale controllo dipenderà l’esito della tua segnalazione e quindi il proseguimento o meno della procedura iniziata per neutralizzare l’attività rumorosa.

Inquinamento acustico: come proteggersi

Così come l’isolamento termico, anche quello acustico è fondamentale per il comfort psicofisico e ambientale. Oseremmo dire che lo è anche di più, perché spesso la sensazione di disturbo data dai rumori molesti, specie se ripetuti nel tempo, produce conseguenze negative magari non apprezzabili nell’immediato (se non l’avvertire un certo nervosismo crescente…),ma, a lungo andare, può essere realmente logorante.

E inoltre ti fa sentire a disagio nel posto in cui dovresti sentirti più al sicuro e rilassato: a casa tua.

Non è semplicemente chiudendo le finestre di casa (anche se munite di vetri ben spessi), che risolverai il problema. Spesso, questa soluzione è addirittura inutile se si tratta di finestre comuni e non attrezzate.

Altri rimedi esistono e sono anche numerosi e di varie tipologie: ci sono pannelli fonoassorbenti da usare per isolare le pareti esterne della casa, il pavimento o il soffitto (sono più o meno economici a seconda del materiale di cui sono composti).

C’è la possibilità di sostituire i vetri delle finestre con vetrocamera: in questo caso occorre assicurarsi che la finestra sia ben fissata alla parete e che sia assicurata un’aderenza perfetta tra gli elementi fissi e quelli mobili.

Ci sono gli infissi “a taglio termico”, con inserimento di vetri stratificati, ideati proprio per limitare al massimo le immissioni di rumore in casa, con il valore aggiunto che sono studiati anche per ridurre al minimo le vibrazioni del vetro stesso.

Fra questi ultimi, una soluzione iper tecnologica è rappresentata dalle finestre insonorizzate che, una volta installate, permettono di eliminare il 98% delle immissioni rumorose in casa, perché fisiologicamente isolanti in modo quasi assoluto.

Isolamento acustico: aziende a Milano

Prima di procedere con qualsiasi intervento, è di tutta evidenza, quindi, che sarà bene contattare una ditta specializzata, la quale saprà consigliarti circa il rimedio più adatto alle tue esigenze. A questo punto supponiamo che tu abbia deciso, alla fine, di intervenire modificando le condizioni degli infissi in casa tua e magari facendone installare di nuovi e più funzionali, come le moderne finestre insonorizzate di cui abbiamo accennato prima, progettate dall’azienda Finestre Antirumore che opera in tutto il Nord Italia, quindi anche a Milano, eleganti e resistenti agli agenti atmosferici, oltre che -per definizione- perfettamente funzionali all’esigenza di isolamento acustico.

Sono realizzate in PVC, legno o alluminio e sono ideali per risolvere il problema dell’inquinamento acustico (e non solo), migliorando il comfort all’interno della tua casa e decisamente anche la qualità della tua vita.

Assicurati anche che il lavoro di installazione venga eseguito da personale qualificato, facente parte di una organizzazione di professionisti esperti del settore. Una posa in opera fatta a regola d’arte è, infatti, la premessa indispensabile per ottenere un risultato positivo ed efficace e per non ritrovarsi, in futuro, ad incorrere in brutte sorprese.

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