La Fede rimedio alla disperazione

«Si ha l’impressione che non ci siano più sentieri segnati», «che sia meglio chiudersi in casa, che gli altri possano essere una minaccia, che ciascuno badi a se...

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«Si ha l’impressione che non ci siano più sentieri segnati», «che sia meglio chiudersi in casa, che gli altri possano essere una minaccia, che ciascuno badi a se stesso e si difenda dai fastidi con l’indifferenza». «Si ha l’impressione che ogni autorità sia insopportabile, che ogni potere sia minaccioso, che ogni re sia uno sfruttatore. Come rimedio allo smarrimento, alla disperazione, alla solitudine, alla confusione, al potere insopportabile i credenti in Cristo professano la loro fede».

Oggi pomeriggio, nel Duomo di Milano, l’Arcivescovo mons. Mario Delpini, ha invitato i fedeli a contemplare il Sacro Chiodo, la reliquia della Passione di Cristo che San Carlo Borromeo portò in processione per la città durante la Peste del 1576, come a suggerire un parallelismo tra i tempi di allora e quelli di oggi segnati dall’epidemia di Covid-19.

«Si ha l’impressione di essere travolti da notizie contraddittorie, da parole ingannevoli, da clamori sconcertanti che inducono a domandarsi: ma che cosa sta succedendo? – ha proseguito Delpini -. Ecco che cosa sta succedendo: Dio continua ad amare il mondo e lo salva».

La reliquia è stata deposta sull’altare maggiore del Duomo durate la celebrazione dei Vespri, dopo essere stata prelevata dalla stesso Arcivescovo dal tabernacolo posto in cima al presbiterio al termine del suggestivo rito della “Nivola”. Il Sacro Chiodo sarà esposto fino a lunedì, 14 settembre, quando sarà ricollocato nel reliquario con una nuova “ascensione”.

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