Monza, arte contemporanea sul muro di cinta dell’Ospedale Vecchio

L’arte contemporanea in mostra sul muro di cinta dell’Ospedale Vecchio di Monza. Tre artisti, 60 manifesti 200×140 cm, 14 giorni di affissione per ogni artista. Sono comparse lunedì...

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L’arte contemporanea in mostra sul muro di cinta dell’Ospedale Vecchio di Monza. Tre artisti, 60 manifesti 200×140 cm, 14 giorni di affissione per ogni artista. Sono comparse lunedì 17 maggio lungo via Volturno, una delle vie che costeggia il perimetro dell’Ospedale Vecchio, le opere che rientrano nel progetto Publikart Monza, ideato dall’Associazione culturale no profit streetartpiu con Felice Terrabuio e Roberto Spadea.

Cornice delle opere diventano i grandi spazi pubblicitari che ospitano manifesti artistici realizzate da artisti dei giorni nostri, permettendo così a chi deve recarsi presso le strutture della ASST Monza, di fermarsi e vedere con sorpresa “Venti cartelli per un artista”: una monumentale, inedita, spettacolare azione pubblica d’autore.

Il programma delle affissioni prevede l’esposizione delle opere di Massimo Divenuto con “Face Off – la faccia “fuori” E non solo la faccia, tutto il corpo, l’anima, la carne e lo spirito”, (fino al 30 maggio), Carlo Cecaro (dal 31 maggio al 13 giugno), Marta Lucia Sosio (dal 14 al 28 giugno).

“Un’azione di appropriazione e contaminazione estetica di una intera via che si trasforma ogni volta nella visione poetica, nel set mentale, nella narrazione visiva dell’autore. Venti opere inedite pronte a vivere in una azione di contaminazione e proliferazione visiva”, ha commentato il critico d’arte Vittorio Raschetti.

“Sono lieto che per questo progetto di street art sia stato scelto anche il muro di cinta che costeggia l’Ospedale Vecchio – sottolinea il Direttore della ASST Monza Mario Alparone -.

L’ospedale non è solo un luogo di cura ma anche di cultura. E il connubio di questo progetto, arte urbana e creatività giovanile, proprio nei pressi di un luogo deputato alla cura, esce dagli schemi e racchiude l’idea della riflessione e dell’incontro tra arte e cura”.

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