A Lugano la mostra “Era natura”

LUGANO – La natura si può leggere anche attraverso l’arte. Per capire come migliorare il rapporto con essa e come evitare di umiliarla con quel turbarne il fisiologico...

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LUGANO – La natura si può leggere anche attraverso l’arte. Per capire come migliorare il rapporto con essa e come evitare di umiliarla con quel turbarne il fisiologico equilibrio che si può ritorcere anche contro l’uomo. Il messaggio sarà visibile nei tocchi artistici di Al Fadhil, artista iracheno al quale è dedicata una mostra in programma dal 4 settembre al 31 ottobre al museo Wilhelm Schmid a Brè sopra Lugano e promossa congiuntamente da Comune e Circolo culturale “Pasquale Gilardi Lelen” . Il titolo dell’appuntamento, ovvero “Era natura” dice già tutto. Era nel senso temporale di indicativo imperfetto come un patrimonio che l’uomo ha finito in parte per deturpare, ma era anche come tempo prezioso per recuperare la simbiosi con quanto ci è esterno. Diplomato all’Istituto d’arte di Baghdad, Al Fadhil si è poi ulteriormente perfezionato all’Accademia delle belle arti di Firenze in una realtà profumata di Rinascimento.

“E’ una mostra – spiega il Comune in una nota- che invita a riflettere sugli effetti negativi del vivere globalizzato e ad abbracciare un orientamento più sostenibile per provare a riparare, in qualche modo, ai torti inferti a madre natura”. Al Fadhil, nella finezza delle sue composizioni, chiama con nome e cognome attraverso forme e colori tematiche quanto mai attuali come la limitazione della libertà, le migrazioni figlie della povertà, la diseguaglianza, il consumismo privo di freni, lo sfruttamento delle risorse e dell’ambiente.

E lo fa provocando, inducendo a pensare anche attraverso immagini forti. “Il percorso – spiega il Comune di Lugano – fatto di interventi misurati e progettati appositamente per i luoghi che li ospitano, si sviluppa a partire dalla vetta del monte Brè e prosegue lungo un tracciato ben preciso passando dal Belvedere alle vie del nucleo fino ad arrivare all’interno del Museo”.

L’appuntamento va a seguire le mostre di Gianfredo Camesi e Petra Weiss. E va ad aggiungersi, dichiara il responsabile del dicastero cultura Roberto Badaracco, come un tassello “per la valorizzazione di uno dei simboli della nostra città ovvero il borgo di Brè, che dimostra ancora una volta quanto sia importante mantenere viva e attiva la collaborazione tra pubblico e privato”. (Cri.Com.)

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