Lissone gattini gettati nella spazzatura

Tre micini di soli 20 giorni, Calimero, Cagliostro e Amelia, sono stati vittime di un crudele abbandono, un gesto disumano che non si è tradotto...


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Tre micini di soli 20 giorni, Calimero, Cagliostro e Amelia, sono stati vittime di un crudele abbandono, un gesto disumano che non si è tradotto in una fine orribile solo grazie al caso e alla sensibilità di un giovane impiegato.

La vicenda risale a mercoledì 15 maggio. Arrivato di prima mattina sul luogo di lavoro presso l’azienda di Lissone (MB) in cui lavora, Luca sente dei flebili miagolii provenire da un bidone della spazzatura in strada.

All’interno una scoperta che lo lascia assolutamente scioccato: in un sacchetto di plastica ben chiuso ci sono tre micini vivi di appena tre settimane di età. Aperto il sacchetto per farli respirare e sistemati i micetti in uno scatolone, senza perdere altro tempo Luca contatta l’amica Claudia, volontaria dell’ENPA di Monza e Brianza, per avere ragguagli sul da farsi.

Vista l’estrema vicinanza con la ditta incaricata dall’ATS del servizio di zooprofilassi, i Carabinieri di Lissone, contattati dall’azienda di Luca, fanno recuperare gli animali che vengono immediatamente portati al gattile di Monza, competente per territorio.I mici – due maschietti neri e una femminuccia dal pelo squamato nero-rosso chiaro – sono sporchi e decisamente sottopeso per la loro età e molto probabilmente si trovavano nel bidone almeno dalla sera precedente.

Vengono ripuliti e presi in carico da Milena Rosellini, veterana dell’Asilo dei Cuccioli dell’ENPA monzese e dalla mamma, la signora Luigia, detta “la Nonna dei gattini”, che insieme formano una squadra di collaudata efficienza: di giorno Luigia, pensionata, accudisce i gattini, provvedendo all’allattamento a biberon, alla pulizia e a tenerli al caldo, e la sera passa le consegne alla figlia. Ai tre fratellini non manca l’appetito, stanno acquistando rapidamente peso e sono svegli: in due giorni hanno già imparato a fare i bisognini nella cassetta.

Sono molto affettuosi e da poco hanno cominciato a giocare. Se tutto andrà per il meglio, allo scadere dei due mesi di età potranno essere vaccinati e messi in adozione.  Un abbandono così – purtroppo non raro – lascia sempre sconcertati. Chi li ha buttati tra i rifiuti era perfettamente conscio di condannare i poveri mici a una morte lenta e straziante. Senza voler stilare una classifica degli abbandoni più o meno gravi – comunque reato penale – è indubbio che possano incidere sulle possibilità di ritrovamento, e quindi di sopravvivenza, numerosi fattori: in primis l’età (i gattini staccati dalla mamma prima dei due mesi avranno maggiori problemi di salute e non solo, mentre la gatta stessa andrà incontro a problemi come la mastite); il luogo di abbandono (in zona residenziale o industriale, vicinanza a strade trafficate, in campagna o nei boschi, in un giardino privato); la modalità di abbandono (buttati nella spazzatura, lasciati all’aperto, l’ora e le condizioni climatiche…). A monte, naturalmente, c’è sempre l’annoso problema della mancata sterilizzazione dei gatti di proprietà, che siano figli di una micia di casa o di una gatta di cortile o di colonia.

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