Chi ha un cane o ne ha avuto uno comprende benissimo quanto affetto possa donare all’uomo. Non a caso la fiducia su cui si basa il rapporto con loro è incrollabile e spesso, quando le persone, vivendo quotidianamente con loro, iniziano a conoscerli bene quasi come se potessero parlare. Per questo la psicologia canina è importante per comprendere i loro comportamenti e le loro intenzioni quando sono con le persone e per comunicare correttamente.
Lo stretto legame con il nostro cane, è dimostrato dal fatto che a molte persone è successo di sognare cani durante il sonno. Ora a prescindere dal significato di questo sogno, la fiducia, come detto, è un fattore chiave del rapporto con il cane. Nell’articolo cerchiamo di fare luce sul linguaggio che il fidato amico dell’uomo adotta nei suoi confronti o con i simili della sua specie. Di seguito trovate cinque curiosità che possono non sempre essere conosciute.
1. Da guardare è la coda
La prima curiosità sulla psicologia canina si rivolge subito al linguaggio del corpo dell’animale e in particolare al suo “accessorio” più utilizzato: la coda. In base a come la muove o in che posizione si trova si può capire tanto dell’animale: se è alta e scodinzolante il cane è felice, se bassa e posizionata tra le zampe è segno di paura, mentre se è rigida, il cane in quel momento sarà nervoso.
2. Posizione delle orecchie
La seconda curiosità riguarda un’altra parte anatomica dell’animale: le orecchie. Anche queste sono indicatrici dello stato emotivo dell’animale: se le orecchie sono sollevate e orientate verso l’alto significa che il cane sta aspettando qualcosa, è sicuro o comunque attento, se sono basse è perché sta provando piacere, quando magari lo si accarezza o, al contrario, paura.
Ovviamente questo dettaglio è più facilmente notabile nei cani con le orecchie a punta, ma in quelli con le orecchie cadenti, risulta più difficile percepirlo, ma con un buon occhio e conoscendo l’animale è possibile comunque farlo. Oltre alla coda e alle orecchie, si possono osservare anche la fronte e le sopracciglia, oppure se digrigna o meno i denti.
3. Capiscono il tono di voce
Anche se la comprensione delle parole risulta sempre piuttosto limitata per i cani, l’intonazione con cui pronunciamo le parole viene compresa. I cani riescono a capire un’ampia gamma di toni della voce. Riescono però anche a riconoscere il loro nome e capire se lo si sta pronunciando con allegria o per rimproverarlo o ancora semplicemente per richiamarlo.
Toni felici, per esempio, renderanno il cane eccitato e pronto a giocare, toni di rimprovero lo metteranno su la difensiva o la rattristeranno.
4. Il cane non conosce la vendetta
Se la vendetta è un sentimento che l’uomo prova, il cane non sa minimamente cosa sia. I dispetti che solitamente il cane sembra fare nei confronti del padrone, come fare i bisogni sul tappeto perché l’ha lasciato da solo tutto il giorno, oppure un cuscino distrutto perché non ha voluto portarlo fuori a giocare, in realtà sono ben altro: semplicemente è stato chiuso tutto il giorno e non ha potuto evitare di fare i bisogni sul tappeto o intendeva sfogare l’energia in eccesso, e il cuscino è stato il primo oggetto che ha trovato a portata di mano.
5. I cani non sentono il senso di colpa
Parlando ancora di distruzione di oggetti dell’ambiente domestico da parte del cane, si pensa che il cane possa provare senso di colpa quando viene sgridato. Il padrone riconosce bene l’espressione affranta che si forma sul loro muso, che potrebbe sembrare senso di colpa, ma che in realtà così non è. Semplicemente, quando viene rimproverato, sentendo la delusione e la rabbia nel tono di voce reagisce esprimendo tristezza.


Join the Conversation