Maltrattava la ex moglie: sentenza definitiva per un 34enne, sconterà due anni e quattro mesi

MONZA – Anni di violenze fisiche, prevaricazioni e un clima di costante terrore domestico. Si è chiusa con una condanna definitiva la drammatica vicenda vissuta da una donna...

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MONZA – Anni di violenze fisiche, prevaricazioni e un clima di costante terrore domestico. Si è chiusa con una condanna definitiva la drammatica vicenda vissuta da una donna brianzola, per la quale ieri gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza hanno eseguito un ordine di carcerazione.

Il provvedimento, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Monza, riguarda un cittadino italiano di 34 anni, residente a Sesto San Giovanni. L’uomo deve espiare una pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia ai danni della ex moglie.

Un incubo durato sei anni
L’indagine era scattata nel marzo del 2024, quando la vittima aveva trovato il coraggio di varcare la soglia della Questura di Monza per sporgere querela. Davanti agli agenti del commissariato era emerso un quadro agghiacciante: dal 2018 fino all’inizio del 2024, l’uomo – già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, droga e contro la persona – aveva sottoposto la moglie a continue violenze fisiche e psicologiche. Una spirale di aggressività che si era progressivamente aggravata anche a causa della dipendenza del 34enne dagli stupefacenti, in particolare dalla cocaina.

I successivi riscontri investigativi della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura di Monza, hanno permesso di blindare le accuse. Attraverso le testimonianze raccolte tra amiche, conoscenti e colleghi di lavoro della vittima, è stato ricostruito un “abituale regime di sopraffazione”. All’interno delle mura domestiche erano all’ordine del giorno aggressioni fisiche, minacce, mobili distrutti e persino il danneggiamento del cellulare della donna per isolarla. Un comportamento ossessivo e possessivo, dettato da una gelosia morbosa, che aveva gettato la vittima in uno stato di perenne terrore.

Dal braccialetto elettronico al carcere
Già nell’aprile del 2024, sulla base dei primi elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria aveva imposto all’uomo il divieto di avvicinamento con l’applicazione del braccialetto elettronico, una misura che si era rivelata efficace nel bloccare le condotte persecutorie.

Ieri pomeriggio si è arrivati all’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria con la notifica dell’ordine di carcerazione. Il provvedimento è stato eseguito direttamente presso il carcere di Monza, dove il 34enne si trovava già detenuto per un’altra causa.

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