Guida all’upgrade del PC: più RAM e SSD per lavorare meglio

Un computer che funziona lentamente è un problema che quasi tutti, prima o poi, si trovano ad affrontare. I tempi di avvio sembrano non finire mai, la rotellina...

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Un computer che funziona lentamente è un problema che quasi tutti, prima o poi, si trovano ad affrontare. I tempi di avvio sembrano non finire mai, la rotellina gira mentre si cerca semplicemente di aprire un foglio di calcolo.

Non sempre, però, serve comprare un PC nuovo. Spesso basta qualche intervento, come aggiungere RAM e passare a un SSD, per ridare vita a una macchina che sembrava ormai destinata ad essere messa da parte. Una spesa contenuta e un risultato che si nota dal primo riavvio.

Come capire quando è il momento giusto per un upgrade

Il primo segnale è il rallentamento durante il multitasking. Se aprire il browser con una decina di schede, un client di posta e un documento Word basta a mandare il sistema in affanno, è molto probabile che la RAM sia insufficiente. A questo proposito, per saperne di più e per trovare il prodotto giusto da acquistare, consulta il catalogo di Ollo Store, in cui si possono trovare componenti per PC, monitor e periferiche per ogni esigenza, oltre che fotocamere digitali e accessori per il settore della fotografia.

Un altro indizio chiaro arriva dal disco rigido: quando il LED dell’hard disk lampeggia senza sosta e ogni operazione (salvare un file o installare un aggiornamento) richiede tempi sproporzionati, significa che il collo di bottiglia è proprio lì, nello storage meccanico. La funzionalità di gestione attività di Windows permette di verificare in pochi secondi l’utilizzo della RAM e del disco. Se i valori sono costantemente sopra l’80-90%, il messaggio è inequivocabile.

Più RAM: quanta serve davvero?

La RAM è la memoria a breve termine del computer, quella che consente di tenere aperti più programmi contemporaneamente senza che il sistema debba continuamente scaricare e ricaricare dati dal disco. Oggi, per un utilizzo da ufficio, con navigazione web, e-mail, suite di produttività, 16 GB rappresentano il minimo consigliato. Chi lavora con software più pesanti, come editing fotografico o video, farebbe bene a puntare direttamente a 32 GB.

Prima di acquistare, è fondamentale verificare alcuni dettagli tecnici. Il tipo di memoria supportato dalla scheda madre, per esempio: DDR4 e DDR5 non sono intercambiabili, dato che utilizzano slot fisicamente diversi.

È importante anche la frequenza, espressa in MHz: una DDR4 a 3200 MHz offre prestazioni migliori rispetto a una a 2400 MHz, a patto che il processore e la motherboard la supportino. L’ideale è installare due moduli identici, così da sfruttare la configurazione che garantisce una banda di trasferimento doppia rispetto al singolo modulo.

SSD al posto dell’hard disk

Un componente capace di trasformare l’esperienza d’uso quotidiana è l’SSD. Un hard disk tradizionale raggiunge velocità di lettura intorno ai 100-150 MB/s. Un SSD SATA arriva a circa 550 MB/s. E un SSD NVMe, che si collega tramite slot M.2 direttamente alla scheda madre, può superare i 3.500 MB/s in lettura sequenziale, con modelli che toccano anche i 7.000 MB/s.

In pratica, il sistema operativo si avvia in 10 o 15 secondi anziché in un minuto, le applicazioni si aprono quasi istantaneamente e anche operazioni che sembravano banali, come copiare una cartella di file pesanti, diventano questione di pochi istanti.

Per chi possiede un portatile o un desktop con qualche anno sulle spalle, il consiglio è verificare se la scheda madre dispone di uno slot M.2, che è ormai lo standard. In caso contrario, un SSD SATA da 2,5 pollici resta comunque un upgrade notevole rispetto a un disco meccanico.

Per quanto riguarda la capacità, 500 GB sono in genere sufficienti per il sistema operativo e i programmi principali, ma con i prezzi attuali, che rendono accessibile anche il taglio da 1 TB, conviene forse prendere in considerazione un po’ di margine in più.

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