Agricoltori in piazza a Milano: il grido di Coldiretti contro burocrazia e speculazioni

MILANO – Centinaia di agricoltori e allevatori di Coldiretti Lombardia si sono riuniti a Milano sotto Palazzo Pirelli per manifestare contro le criticità che minacciano la sopravvivenza del comparto...

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MILANO – Centinaia di agricoltori e allevatori di Coldiretti Lombardia si sono riuniti a Milano sotto Palazzo Pirelli per manifestare contro le criticità che minacciano la sopravvivenza del comparto agricolo regionale chiedendo interventi immediati alle istituzioni su temi cruciali come la burocrazia soffocante e le pratiche commerciali sleali

Il presidente regionale Gianfranco Comincioli ha sottolineato come la crisi in Medio Oriente stia innescando un nuovo shock energetico con rialzi vertiginosi per i fertilizzanti e per il gasolio agricolo che in pochi giorni ha registrato un aumento superiore ai quaranta centesimi al litro spingendo l’associazione a presentare un esposto in Procura per accertare eventuali speculazioni

Tra le priorità indicate dai manifestanti emerge la lotta alla concorrenza estera e la richiesta di abolire le norme doganali che permettono di spacciare per italiano un prodotto straniero attraverso minime lavorazioni chiedendo invece trasparenza totale sull’origine in etichetta e la valorizzazione del cibo locale nelle mense pubbliche

L’associazione ha denunciato come molte aziende siano costrette a lavorare sottocosto nei settori del riso e del latte sollecitando la creazione di un fondo regionale per le filiere in crisi e ristori garantiti per le emergenze sanitarie come la peste suina africana che sta colpendo duramente gli allevamenti lombardi

Sul tavolo delle trattative resta centrale anche la gestione della fauna selvatica responsabile di danni ingenti ai raccolti e la richiesta di potenziare le polizze assicurative per fronteggiare gli eventi meteo estremi che negli ultimi quattro anni hanno causato perdite per oltre venti miliardi di euro all’agricoltura nazionale

Infine Coldiretti ha ribadito la necessità di fermare il consumo di suolo agricolo opponendosi ai grandi impianti fotovoltaici a terra e promuovendo un modello di transizione energetica basato sui pannelli solari posizionati esclusivamente sui tetti delle stalle e delle cascine per tutelare la produttività della terra fertile

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