“R-I-S-P-E-T-T-A”: l’arte che si indossa contro la violenza sulle donne

MONZA  – Dieci giacche dipinte a mano, ciascuna portatrice di un messaggio e di una lettera della parola “R-I-S-P-E-T-T-A”, sono il cuore del progetto artistico e di fashion...

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MONZA  – Dieci giacche dipinte a mano, ciascuna portatrice di un messaggio e di una lettera della parola “R-I-S-P-E-T-T-A”, sono il cuore del progetto artistico e di fashion firmato da Claudia Rordorf.

Pittrice, performer e insegnante, la Rordorf trasforma i capi d’abbigliamento in tele da indossare, creando un potente manifesto di libertà, consapevolezza e rinascita femminile, rilanciato in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il Rispetto come Rinascita Personale e Collettiva
Il progetto “R-I-S-P-E-T-T-A” nasce da un profondo percorso di trasformazione personale dell’artista, che, dopo una crisi, ha scelto di rimettere l’arte al centro della sua vita. Dalle prime tavole dipinte a olio, il concetto di rispetto è maturato fino a farsi oggetto tridimensionale.

La Rordorf, laureata in pittura alla NABA e formatasi tra diverse discipline creative (dal teatro al metodo Feldenkrais), unisce corpo, gesto e spirito. Questa visione totale dell’arte si è concretizzata nel 2013, al suo ritorno a Milano, quando ha fuso la pittura con la performance. La creazione di una prima giacca con il volto di una geisha – simbolo di eleganza e forza femminile – ha dato il via all’idea di creare “tele da indossare” che raccontassero una storia di libertà.

La Performance Itinerante: Un Fiume di Donne
Ogni giacca di “R-I-S-P-E-T-T-A” è un pezzo unico e irripetibile. Le prime dieci sono state concepite per una performance collettiva che ha toccato l’Italia intera, da Monza a Napoli. Donne di ogni età e provenienza le hanno indossate, trasformando piazze e strade in un “fiume di donne in cammino”.

Questo rito di presenza, documentato da fotografi locali appositamente coinvolti (Simone Miglietta, Emma Mafalda, Francesca Chiacchio, Giuseppe di Martino, Giorgia Schirato, Tommaso Biazzo, Thomas Toti), è diventato un forte simbolo di empowerment, un gesto poetico e politico per dire no alla violenza e sì alla luce.

Non Solo Arte: Artigianato di Lusso e Impegno Sociale
Oltre alle giacche da performance, non in vendita fino alla conclusione del progetto, la Rordorf realizza anche capi sartoriali su misura con tessuti di recupero provenienti da brand di lusso. Chi le indossa dichiara: “Io ci sono!”, sostenendo concretamente il progetto.

Le creazioni più recenti, confezionate in lana Dior, sono foderate con stampe dei disegni dell’artista – in particolare il volto di “Vittoria”, figura femminile simbolo – custodendo la memoria del cammino interiore. Ogni capo è completato dalla spilla in bronzo della “Regina di Cuori”, emblema di amore, coraggio e “potere gentile”.

L’artista, che il 30 novembre porterà la sua performance sul palco del Teatro Sociale Piangipane di Ravenna (il ricavato sarà devoluto all’associazione Linea Rosa), sottolinea che il progetto non è rivolto solo all’universo femminile, ma mira a creare ponti di condivisione anche con gli uomini che ne sposano la causa.

“R-I-S-P-E-T-T-A” è, dunque, una fusione tra arte, artigianato e impresa culturale, un invito a una rivoluzione gentile che inizia dal rispetto di sé. Come afferma Claudia Rordorf: «L’unica cosa che ti appartiene davvero è la tua storia. Quindi crea una bella storia!».

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