Villasanta: perseguita l’ex compagna anche sui social, 43enne ai domiciliari

VILLASANTA – I carabinieri della stazione di Villasanta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal gip...

90 0
90 0

VILLASANTA – I carabinieri della stazione di Villasanta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal gip del Tribunale di Monza su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di un 43enne del posto, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto responsabile del reato di atti persecutori.

Le indagini sono state condotte dai militari dell’Arma a seguito della denuncia presentata nei primi giorni di ottobre da una 33enne residente a Villasanta. Nello specifico, l’indagato, non rassegnandosi alla fine della relazione sentimentale interrottasi nel 2021, avrebbe messo in atto prolungate condotte ossessive e intrusive, consistite in ripetuti appostamenti sotto l’abitazione della vittima, tentativi di contatto tramite terze persone e continue ingerenze nella sua vita privata, giungendo persino a introdursi contro la sua volontà all’interno della casa della donna.

La situazione ha subito un grave deterioramento nell’ultimo mese, con condotte persecutorie diventate a cadenza quotidiana. Il 43enne avrebbe inviato continui messaggi di testo e pubblicato sul social network Facebook post fortemente denigratori volti ad associare la vittima a fatti di cronaca nera e casi di femminicidio. Non sono mancate pubblicazioni dal contenuto intimidatorio e minacce indirette rivolte anche al nuovo compagno della donna. Tali comportamenti hanno costretto la 33enne a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, limitando le uscite, evitando di rimanere sola e facendosi costantemente accompagnare in ogni spostamento.

Trattandosi di un reato rientrante nella normativa del cosiddetto “Codice Rosso”, sono state immediatamente attivate tutte le tutele previste a salvaguardia della persona offesa, compresa la formale informazione sulle attività svolte dai centri antiviolenza del territorio.

Al termine delle formalità di rito, dopo l’applicazione del dispositivo di controllo elettronico, l’uomo è stato accompagnato presso la propria abitazione a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Condividi

Join the Conversation