Migrazione sanitaria: 100mila persone l’anno vengono a curarsi in Lombardia

MILANO – Quasi centomila persone in un anno scelgono gli ospedali lombardi per curarsi. È l’intenso quadro sulla migrazione sanitaria emerso durante l’incontro “Un nuovo modello di accoglienza...

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MILANO – Quasi centomila persone in un anno scelgono gli ospedali lombardi per curarsi. È l’intenso quadro sulla migrazione sanitaria emerso durante l’incontro “Un nuovo modello di accoglienza socio-sanitaria – Progetto 3.000”, promosso da CasAmica ODV in collaborazione con Regione Lombardia al Belvedere di Palazzo Lombardia. Un appuntamento durante il quale sono stati presentati i numeri ufficiali del fenomeno e il piano per una nuova struttura d’accoglienza a Segrate.

Secondo i dati del Ministero della Salute, la Lombardia si conferma il principale polo d’attrazione sanitaria del Paese, con 99.898 pazienti provenienti da altre regioni ricoverati in regime ordinario per acuti. Nel 2023 la Regione ha registrato un saldo attivo di mobilità di 645,8 milioni di euro, attirando il 23,2% di tutta la mobilità attiva nazionale. Un’attrazione che per oltre il 71% passa dalle strutture private accreditate.

Accanto all’eccellenza clinica emerge per la migrazione sanitaria un impatto economico e sociale rilevante per le famiglie dei pazienti costretti a spostarsi. Le analisi di ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore indicano una distanza media di 185 chilometri tra l’abitazione e il centro di cura, con una spesa media per l’alloggio di 134 euro a notte per chi necessita di pernottare. A questo si aggiunge l’impatto sui caregiver, che perdono in media circa 44 giornate lavorative all’anno per assistere i propri cari.

Per rispondere a questa crescente richiesta di supporto, CasAmica ODV ha illustrato i dettagli del “Progetto 3.000”, che porterà alla realizzazione della nuova casa d’accoglienza a Segrate, nelle immediate vicinanze dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. La struttura, i cui lavori si concluderanno a inizio 2027 per poi aprire i battenti entro il medesimo anno, sarà la più grande gestita dall’associazione: con un totale di 75 posti letto, disporrà di due miniappartamenti, un piano dedicato ai bambini e ai loro nuclei familiari, uno spazio per la riabilitazione, un locale ambulatoriale e un auditorium.

L’iniziativa punta a creare una rete integrata tra sanità, territorio e Terzo Settore. Attraverso protocolli d’intesa in via di definizione con le strutture sanitarie della zona, tra cui lo stesso San Raffaele, gli ospiti potranno accedere a cure domiciliari e servizi riabilitativi direttamente all’interno della struttura, riducendo le necessità di spostamento continuo verso i reparti. Il progetto avvierà inoltre sinergie operative con diverse realtà non profit, tra cui Fondazione Telethon, Prometeo, Fondazione Oxiamo e Fondazione Libellule Insieme ETS, per offrire un supporto completo che unisca l’ospitalità all’assistenza socio-sanitaria.

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