LAZZATE – Le difformità rilevate saranno sanate. Il sindaco Andrea Monti e il consiglio comunale hanno preso atto durante l’ultima assemblea civica di alcune sottolineature rilevate dalla Corte dei Conti riguardo ad alcuni esercizi finanziari del comune negli ultimi anni.
Le riserve della Corte concernono in particolare il Fondo di garanzia per i debiti commerciali e quello relativo ai crediti di dubbia esigibilità.
“Il mancato allenamento dei dati presenti sulla piattaforma crediti commerciali del Mef – spiega il primo cittadino Andrea Monti in una nota – ha generato uno scenario che si è rivelato lontano dalla realtà, in particolare per quanto riguarda il pagamento dei fornitori, cioè, per essere chiari, il comune di Lazzate ha un tempo di pagamento medio delle fatture di ventisette giorni, inferiore a quello fissato dalla legge a trenta giorni”.
Monti ne fa quindi conseguire il fatto che “non c’è alcun fornitore oggi che possa avanzare crediti nei confronti dell’ente, e anche negli anni contestati non c’è mai stato lo stock di debito rilevato dalla PCC”.
A causare la discrepanza rilevata è stata, spiega ancora il primo cittadino lazzatese, “una difformità nell’invio dei dati che ha generato degli automatismi sul calcolo della dimensione del fondo che per questo risulta oggi formalmente sottostimato, come correttamente rilevato e comunicato dalla Corte dei Conti”.
Per il triennio a venire, quindi, l’amministrazione comunale andrà ad assorbire circa 60 mila Euro derivanti dal disavanzo tecnico “che si è costretti oggi ad accertare”.
Monti conclude tranquillizzando la cittadinanza sulla “stabilità del bilancio comunale” e i fornitori “sulla regolarità e la tempestività dei pagamenti del comune”.
E, rispolverando un vecchio cavallo di battaglia del defunto segretario della Lega Nord Umberto Bossi, sottolinea come “in questo paese ci sia tanto bisogno di federalismo, unico efficace antidoto alla mastodontica macchina della burocrazia dello stato centrale”. (articolo di Cristiano Comelli)


Join the Conversation