San Gerardo di Monza: dalla Regione 7,5 milioni per la cell factory “Stefano Verri”

MONZA – Il sistema sanitario pubblico lombardo punta con decisione sulla medicina del futuro, stringendo una sinergia strategica che mette Monza al centro della ricerca internazionale. Grazie all’approvazione...

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MONZA – Il sistema sanitario pubblico lombardo punta con decisione sulla medicina del futuro, stringendo una sinergia strategica che mette Monza al centro della ricerca internazionale. Grazie all’approvazione del nuovo piano quinquennale 2026-2030, Regione Lombardia ha stanziato un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro destinato al potenziamento della Cell Factory “Stefano Verri”.

L’iniziativa consolida la storica collaborazione tra la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e la Fondazione Tettamanti, posizionando la struttura brianzola come hub regionale e punto di riferimento nazionale per le terapie avanzate, sia cellulari sia geniche.

La struttura rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano, essendo una delle poche officine pubbliche dotate di certificazione GMP (Good Manufacturing Practice), il requisito regolatorio che garantisce i massimi standard di qualità e sicurezza nella produzione dei farmaci.

Con i nuovi fondi stanziati, il piano punta a raggiungere una reale autonomia produttiva, portando a pieno regime la produzione interna di terapie geniche e riducendo così la dipendenza dai grandi operatori e dalle multinazionali estere. Dal punto di vista strutturale, l’investimento permetterà l’ampliamento dei laboratori con il passaggio a nove unità produttive, ovvero camere d’isolamento indipendenti che aumenteranno in modo significativo la capacità di supportare i trial clinici. Parallelamente, la roadmap prevede l’avvio di due studi clinici pilota sulle malattie genetiche rare, l’espansione della pipeline di ricerca e lo sviluppo di competenze iperspecializzate nel settore del bioprocess engineering.

Le terapie avanzate costituiscono una frontiera rivoluzionaria per la scienza medica. Si tratta di medicinali biologici altamente innovativi, come le terapie cellulari, geniche e l’ingegneria tissutale, che utilizzano cellule o tessuti modificati in laboratorio per agire in modo mirato direttamente sulle cause biologiche di gravi malattie oncologiche ed ereditarie. Questa tecnologia offre risposte concrete a patologie che fino a oggi erano ritenute difficili, se non impossibili, da trattare.

La centralità della struttura brianzola viene ribadita dai vertici scientifici e sanitari coinvolti nel progetto. Giuseppe Gaipa, direttore del Laboratorio “Stefano Verri”, ha sottolineato come la disponibilità di una struttura pubblica pienamente operativa e certificata sia ormai una condizione imprescindibile per tradurre i successi della ricerca in cure concrete sul territorio.

Sulla stessa linea Andrea Biondi, direttore scientifico della Fondazione Tettamanti, il quale ha evidenziato che l’obiettivo non è semplicemente potenziare un laboratorio, ma consolidare una piattaforma integrata dove la ricerca, la produzione e la clinica possano dialogare in modo continuo per accelerare l’innovazione. Il presidente della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Claudio Cogliati, ha invece posto l’accento sulla sostenibilità e sull’equità del sistema sanitario, spiegando che l’indipendenza produttiva interna garantisce tempi più rapidi, un controllo virtuoso dei costi e un accesso democratico alle cure per i pazienti.

Il potenziamento approvato dal Pirellone corona una storia di innovazione lunga più di vent’anni. Inaugurata nel 2003 grazie all’impegno iniziale della Fondazione Tettamanti, del Comitato Maria Letizia Verga e del Comitato Stefano Verri, la struttura è stata successivamente donata all’ospedale di Monza. Il percorso di crescita è stato scandito dalle progressive autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia Italiana del Farmaco, a partire dal primo via libera del 2007 per la produzione di terapie avanzate, passando per l’estensione ai medicinali genici nel 2017, fino al prestigioso traguardo del 2024, quando la struttura ha ottenuto la certificazione per l’utilizzo di vettori virali, un primato assoluto tra le cell factory accademiche pubbliche.

Oggi la versatilità dei laboratori monzesi consente di spaziare dalle cellule CAR-T alle staminali neuronali e mesenchimali. Tra i traguardi più rilevanti della Fondazione Tettamanti figura inoltre lo sviluppo di una nuova piattaforma per la produzione di CAR-T basata su cellule provenienti da donatori sani anziché dal paziente stesso, processate attraverso un innovativo metodo non virale.

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