Chi salverà il Monza dal baratro? Il futuro di Nesta in bilico

MONZA – Se prima la sua panchina era calda, ora è diventata torrida. Alessandro Nesta non sta passando esattamente i giorni più placidi della sua vita. Dopo lo...

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MONZA – Se prima la sua panchina era calda, ora è diventata torrida. Alessandro Nesta non sta passando esattamente i giorni più placidi della sua vita. Dopo lo stop del Monza di cui è allenatore contro la Juventus, si affacciano su di lui sempre più prepotentemente gli spettri dell’esonero.

Se prima, in casa biancorossa, poteva valere, tirata per i capelli, la formula mal comune mezzo gaudio con il Venezia con l’ultimo posto in coabitazione, adesso i lagunari hanno cambiato condominio e si sono issati al penultimo posto in seguito alla vittoria con il Cagliari.

E al solo Monza sono quindi rimaste in mano le chiavi per chiudere la porta della classifica. Se pure Adriano Galliani aveva sbandierato ai quattro venti la formula del “Nesta non si tocca”, quest’espressione sembra oggi essere sempre più vacillante anch’essa.

Lo scorso campionato, a quest’ora, i punti in cassaforte erano 21, più del doppio, e la squadra stava disputando un campionato dignitoso sotto la gestione di Raffaele Palladino, ora passato a fare prodigi sulla panchina della Fiorentina per promozione conquistata sul campo.

Può starci certamente che in alcune partite il raccolto finale non renda giustizia alla semina effettuata. Se però diventa un parafulmine costante, no. E stufa pure. Nomi se ne fanno tanti, e quello più rumoroso sembra essere l’ex tecnico dell’Hellas Verona Salvatore Bocchetti. Ma, al di là del toto nomi, conta soprattutto un fatto: rigenerare psicologicamente , e sul piano del gioco, una squadra che, dopo due campionati di tranquilla salvezza, rischia di naufragare di nuovo miseramente in cadetteria.

E, dopo tanti sforzi per raggiungerla, sarebbe realmente un boccone amaro da ingoiare per tutta la città. (articolo di Cristiano Comelli) 

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