In casa dell’Inter il debutto del Monza

MONZA – L’amarezza per l’immediata eliminazione dalla Coppa Italia è ancora fresca. Per il Monza è ora tempo di concentrarsi sul campionato che gli riserverà un debutto di fuoco....

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MONZA – L’amarezza per l’immediata eliminazione dalla Coppa Italia è ancora fresca. Per il Monza è ora tempo di concentrarsi sul campionato che gli riserverà un debutto di fuoco. Sabato 19 agosto alle 20.45 la squadra di Raffaele Palladino sarà ospite al “Giuseppe Meazza” dell’Inter di Simone Inzaghi in un sempre entusiasmante derby lombardo.

Imperativo categorico di Ciurria e compagni sarà lasciare fuori dal terreno di gioco la delusione per l’1-2 patito dalla Reggiana in Coppa Italia che ha subito posto fine alle speranze di avanzamento del turno. Ambedue le compagini hanno cambiato diverse pedine rispetto alla scacchiera dello scorso anno.

L’Inter si è assicurata, tra le altre, il portiere ex Bayern Monaco Yann Sommer e l’attaccante del Bologna Marko Arnautovic che torna in nerazzurro dopo avervi già giocato nel 2009-2010 facendo registrare tre presenze.

Ma nella disponibilità di Inzaghi sono entrati anche Davide Frattesi, centrocampista ex Sassuolo, Juan Cuadrado, pariruolo ex Juventus (acquisto molto discusso), l’ex attaccante del Borussia Mönchengladbach nonché figlio d’arte (il padre, Lilian, è ex di Parma e Juventus) e, proprio dal Monza, con la formula del prestito, il difensore brasiliano Carlos Augusto, tra i protagonisti della prima, storica promozione dei biancorossi in massima serie.

In casa Monza i mutamenti non sono stati inferiori. La dirigenza e l’amministratore delegato Adriano Galliani hanno infatti bussato proprio alla porta dell’Inter prelevando gli esperti Danilo D’Ambrosio, 226 presenze e 17 reti in nerazzurro, e Roberto Gagliardini, autore con il biscione di 156 partite e 16 reti. In nerazzurro era anche Valentin Carboni che aveva totalizzato cinque presenze. Dal Modena è arrivato Giorgio Cittadini, di proprietà dell’Atalanta, dal Sassuolo il greco Georgios Kyriakopoulos. Dal Venezia è tornato Andrea Carboni. Nell’Inter dubbio l’impiego di Acerbi, in non perfette condizioni fisiche, nel Monza non ci sarà lo squalificato Izzo mentre Bettella è in forse per infortunio.

IL PALMARES DELL’INTER

Parlare dell’Inter significa spalancare la porta su un diluvio di trionfi. In pillole, i nerazzurri, dalla loro fondazione datata 1908, si sono portati a casa 19 scudetti (il primo nel 1909-10 a un solo anno dalla sua nascita, l’ultimo nel 2020-21), 3 Coppe dei Campioni- Champions League (1963-64,1964-65 e 2009-10), altrettante Coppe Uefa (1990-91, 1993-94 e 1997-98), due Coppe Intercontinentali (1964-65 e 1965-66), 1 Coppa del mondo per Club (2010-2011).

Andando un po’ più nel dettaglio, la prima Coppa dei Campioni vide brillare nel firmamento della sfera di cuoio personaggi come Sandro Mazzola, Mario Corso, Giacinto Facchetti, Jair, Luis Suarez, agli ordini del tecnico spagnolo Helenio Herrera detto “taca la bala” per via della sua filosofia calcistica. I nerazzurri superarono in finale il Real Madrid per 3-1. Nel 1964-65 arrivò il bis, condito questa volta anche dalla vittoria in Coppa Intercontinentale.

Sempre con Herrera in panchina, l’Inter annoverò alcuni protagonisti della stagione precedente a cui si aggiunsero fuoriclasse com Gianfranco Bedin, Saul Malatrasi, Angelo Domenghini e Joaquin Peirò. La finale di Coppa dei Campioni si risolse a favore della squadra del Biscione grazie all’1-0 contro il Benfica con rete di Jair, quella Intercontinentale fu conquistata in tre gare contro gli argentini dell’Independiente (1-0 per i sudamericani nel primo incontro, 2-0 per i nerazzurri nel secondo, 1-0 ancora per la compagine di Herrera nel terzo). E sempre con l’Independiente l’Inter mise le mani anche sull’edizione della Coppa Intercontinentale del 1965-66 vincendo a San Siro per 3-0 e pareggiando per 0-0 in Argentina.

Si arriva a tempi più recenti per dare conto delle tre edizioni della Coppa Uefa conquistate, la prima nel 1990-91 con Giovanni Trapattoni in panchina grazie alla finale vinta con la Roma (2-0 per l’Inter all’andata a San Siro, 1-0 per i giallorossi all’Olimpico al ritorno). Facevano parte della squadra, tra gli altri, Luciano Bodini (portiere che giocò anche nell’Atalanta), Giuseppe Bergomi soprannominato poi “lo zio”, campione del mondo in Spagna a soli diciotto anni nel 1982, Walter Zenga, Sergio Battistini, i nazionali tedeschi Andreas Brehme, Lothar Matthaus e Jurgen Klinsmann e il capitano Giuseppe Baresi. Nel 1993-94, questa volta sotto la guida tecnica di Osvaldo Bagnoli, il tecnico che regalò al Verona l’unico scudetto della sua storia e a cui subentrò poi Giampiero Marini, anch’egli campione del Mondo in Spagna nell’82, l’Inter si concesse il bis battendo nella doppia finale il Salisburgo (1-0 sia in Austria sia a San Siro). Ne facevano parte, oltre a Bergomi e Baresi, anche l’olandese Dennis Bergkamp ma anche Igor Shalimov, Roben Sosa, Darko Pancev e Salvatore Schillaci.

Nel 1997-98 , avendo in panchina il compianto Luigi Simoni, l’Inter mise in tasca la terza Coppa Uefa superando nella finale al “Parco dei Principi” di Parigi la Lazio con un netto 3-0 . Era l’epoca di Gianluca Pagliuca, dell’immarcescibile Bergomi ma anche di Javier Zanetti, Alvaro Recoba, Ronaldo, Maurizio Ganz, Ivan Zamorano, Taribo West e Paulo Sousa.

Nel 2009-10 l’allenatore portoghese Jose’ Mourinho conduce la squadra a quello che è passato alla storia come “triplete” (Campionato, Coppa Italia e Champions League). In finale continentale, i nerazzurri superarono per 2-0 il Bayern Monaco. I nomi erano, tra gli altri, quelli di Francesco Toldo, Javier Zanetti, Thiago Motta, Diego Milito, Dejan Stankovic, Patrick Vieira, Marco Materazzi, Mario Balotelli, Christian Chivu, Goran Pandev e Samuel. Il resto è storia recentissima di una squadra capace sempre di fare la voce grossa sia a livello nazionale che internazionale facendo onore al nome da essa scelto. L’ultimo campionato si è classificata al terzo posto con 72 punti frutto di ventitré vittorie, tre pareggi, dodici passi falsi, settantuno reti segnate e quarantadue subite. (articolo di Cristiano Comelli) 

COSI’ IL MONZA NEL 2022-23

I brianzoli ripartono dall’undicesimo posto ottenuto con 52 punti per effetto di quattordici vittorie, dieci pareggi, quattordici sconfitte, quarantotto reti segnate e 52 subite.

LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER: Sommer, Darmian, De Vrij, Bastoni, Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Di Marco, Thuram, Lautaro Martinez. All.Simone Inzaghi.

MONZA: Di Gregorio, Caldirola, Pablo Marì, Andrea Carboni, Ciurria, Gagliardini, Pessina, D’Ambrosio, Mota Carvalho, Colpani, Maric. All. Raffaele Palladino.

L’ARBITRO

Sarà il signor Andrea Colombo della sezione di Como.

Photocredits

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