Truffa e contrabbando di farmaci: 13 persone arrestate dai Carabinieri

Associazione per delinquere, truffa ai danni dell’Erario e ad aziende farmaceutiche, auto riciclaggio, ricettazione di farmaci, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute...


386 0
386 0

Associazione per delinquere, truffa ai danni dell’Erario e ad aziende farmaceutiche, auto riciclaggio, ricettazione di farmaci, somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica ed emissione di fatture per operazioni inesistenti sono i reati contestati a tredici persone arrestate in una vasta operazione condotta dai Carabinieri in Lombardia.

Gli inquirenti hanno messo in luce le azioni criminose partite da una nota farmacia situata in piazza Caiazzo a Milano, già oggetto di indagine da parte della sezione investigativa antimafia dei Carabinieri, in quanto legata ad una nota famiglia della ‘ndrangheta calabrese, la famigila Calabrò. Agli arresti sono finiti il titolare della farmacia, il direttore tecnico, il direttore amministrativo ed alcuni dipendenti.

Le indagini sono state avviate nel 2017 ed hanno consentito al Nas di Milano di invidividuare un’organizzazione criminale volta ad acquistare presso le aziende farmaceutiche enormi quantitativi di farmaci molto costosi (destinati ad ospedali pubblici e privati) come “Contramal”, “Abraxane” utilizzato per malati oncologici e “Xeplion” utilizzato per la schizzofrenia.

Medicinali utilizzati per cure tumorali, virali o per altre gravi patologie, ad un prezzo scontato denominato “ex factory” cioè il costo di vendita del farmaco stabilito dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) prima dell’immsione in commercio del medicinale, documentando falsamente la loro destinazione a strutture ospedaliere private italiane utilizzando e sfruttando un falso accreditamento presso l’Aiop (Associazione Italiana Ospedalità privata, che riunisce le strutture di ricovero e di cura privata).

L’organizzazione ha realizzato una rete di riciclaggio dei farmaci la cui documentazione veniva in parte o del tutto falsificata allo scopo di rivenderli nel mercato estero in particolare in paesi del Nord Africa, nel Sud-Est asiatico, in Iran, in Iraq, in Cina e in Paesi dell’Unione Europea come Francia, Germania, Spagna, Inghilterra.

Dalla laboriosa indagine sono emersi anche acquirenti egiziani e cinesi. Come ha evidenziato il procuratore di Milano, David Monti «aspetto importante è la presenza di nuclei di cittadini egiziani che da tempo si occupano di questo settore e attivi sull’intero territorio nazionale. Oltre che in Paesi del Terzo mondo, questi farmaci vengono smerciati anche nei territori teatro di guerra e in Paesi mediorientali».

I farmaci riciclati all’estero venivano venduti a prezzi molto maggiorati utilizzando intermediari stranieri che in molti casi erano estranei al settore sanitario. Anche l’utente finale non aveva quasi mai la garanzia che il farmaco gli venisse somministrato in modo corretto.

i Carabinieri sono entrati in possesso di documentazione di cessioni di farmaci a cittadini stranieri (che abitualmente lavorano come ristoratori) e anche a dipendenti di banca, che incidentalmente, o per fini di lucro, si dedicavano a questo traffico.

Le indagini hanno dimostrato un “modus operandi” illecito che garantiva all’organizzazione un guadagno elevato: circa 19 milioni di euro derivante dalla vendita dei farmaci, dall’illegittimo rimborso di credito dell’Iva a danno dell’erario e dalla truffa ai danni delle case farmaceutiche che erano del tutto all’oscuro dei traffici illeciti.

 

Commenti