Monza: cornacchia trovata in una trappola a scatto

Alzi la mano quel cittadino della verde Brianza che non ha mai incontrato una cornacchia, il corvide dalla caratteristica livrea grigia e nera che da...


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Alzi la mano quel cittadino della verde Brianza che non ha mai incontrato una cornacchia, il corvide dalla caratteristica livrea grigia e nera che da tempo si è perfettamente urbanizzato nel capoluogo brianzolo. Pochi le amano (e apprezzano il coreografico volo in massa al tramonto che le porta da ogni parte della città verso il Parco), tanti non le sopportano e in effetti, se da un lato sono utili sia come “spazzini” sia per contenere la popolazione di altri animali, come i piccioni, dall’altro sono ritenute responsabili della preoccupante scomparsa di piccoli passeriformi, cibandosi di uova e di nidiacei.

La legislazione, sia a livello nazionale sia regionale, prevede un certo numero di esemplari da catturare e sopprimere ogni anno per tenere sotto controllo la popolazione. Ma qualsiasi iniziativa da parte dei singoli privati che allestiscono trappole per la loro cattura non è consentita dalla legge.

Proprio in una gabbia-trappola è stata trovata una cornacchia una ventina di giorni fa a Monza: la ricerca di un cane smarrito nella zona del cimitero ha permesso il suo rinvenimento all’interno di una trappola a scatto che si trovava in un orto. Gli agenti della Polizia Locale sono stati i primi a intervenire e hanno chiesto il supporto di ENPA che si è subito recata sul posto. Oltre alla gabbia-trappola che conteneva la cornacchia e delle uova, i volontari hanno rinvenuto altre trappole, che sono state sequestrate dalla Polizia e consegnate all’ENPA. Le indagini sono in corso, anche se si suppone che la cornacchia servisse per adescare altri esemplari da eliminare successivamente.

La cornacchia, portata al canile-rifugio di Monza e visitata, è apparsa in buone condizioni anche se la muscolatura ha risentito della detenzione in uno spazio angusto rendendole difficoltoso il volo. Una volta curata e perfettamente ripresa, essendo comunque un animale selvatico, è stata rilasciata nell’area del parco canile-gattile e ha riacquistato la libertà.

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